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Liselotte Madsen,
un'esperta di maiali sostiene che le scottature
provocate dal sole possono turbare la vita sessuale
dei maiali e quindi, per favorire gli accoppiamenti,
i suini vanno protetti con creme solari. Per ovviare
a questo problema, in Danimarca, è stato messo in
commercio un filtro solare specifico per i suini.
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Lo Stato con la più
alta percentuale di persone che vanno al lavoro a
piedi è l'Alaska.
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Secondo una
recentissima statistica effettuata dall'
Associazione italiana di sessuologia clinica, su un
largo campione di donne tra i 25-45 anni, è emerso
che lei non ha tabù in fatto di sesso e lo chiede di
farlo sempre di più in modo strano.
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Ecco la classifica dei loro gusti:
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1. Prima che lui vada ad una cena importante di
lavoro -
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2. In mezzo al cibo sul tavolo della cucina
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3. Dopo essersi dipinti i corpi a vicenda
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4. Dopo essersi spalmati di crema e cioccolato i
loro corpi -
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5. Nella toilette del cinema durante l'intervallo di
un film -
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6. Al ristorante nella toilette o comunque in un
posto appartato -
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7. Mentre lui sta per uscire di casa per recarsi al
lavoro -
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8. In aereo
9. In ascensore -
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10. In un parco pubblico.
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Per sbattere la tua
testa contro un muro sono necessarie 150 calorie
all'ora. -
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Le piante carnivore
sono piante che mangiano animali, ma gli animali di
cui queste piante si nutrono sono per lo più di
insetti non più grandi di una vespa o di un moscone.
Questo è il motivo per il quale spesso si usa il
termine piante insettivore.
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Chi usa la mano destra
vive, in media, nove anni più a lungo dei mancini.
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Se una persona urlasse
per 8 anni, 7 mesi e 6 giorni, produrrebbe
abbastanza energia sonora per riscaldare una tazza
di caffè. -
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Gli orsi polari sono
mancini. -
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Se una persona
producesse costantemente flautolenze per 6 anni e 9
mesi, il gas risultante fornirebbe energia
equivalente a quella di una bomba atomica.
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Il proverbio “A caval
donato non si guarda in bocca” significa che dei
regali dobbiamo sempre essere grati, anche se di
scarso valore; e si dice così perché l'età di un
cavallo si giudica guardando lo stato della sua
dentatura. -
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Dopo la scoperta del
magnetismo (XVII secolo). venne introdotta la
bussola. Il magnete contenuto in questo strumento
ruota e si allinea con il campo magnetico terrestre,
ma può puntare sia a nord sia a sud. Venne però
deciso di assegnare al nord il ruolo di direzione
prevalente perché coincideva con la direzione
segnalata dalla stella Polare, che si trova poco
distante dal vero nord astronomico, il punto che
apparentemente resta fermo durante la rotazione del
globo. Nell’emisfero meridionale, invece, non ci
sono stelle che hanno posizione e luminosità
paragonabili alla Polare.
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Il modo di dire “A
bizzeffe” viene dalla lingua araba, dove bizzaf
significa "molto".
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Il modo di dire “Acqua
in bocca” deriva da una femminuccia, molto dedita
alla maldicenza, ma anche devotissima, che pregava
il suo confessore di darle un rimedio contro quel
peccato. Il confessore insinuava conforti e
preghiere, ma inutilmente. Un bel giorno diede alla
donna una boccetta d'acqua del pozzo raccomandandole
di tenerla sempre con sé e quando sentiva la voglia
di 'sparlare' ne mettesse alcune gocce in bocca e ve
le tenesse ben chiuse finché non fosse passata la
tentazione. La donna così fece, e negli atti
ripetuti trovò tanto vantaggio, che alla fine si
liberò dal vizio dominante.
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L'occhio dello struzzo
è più grande del suo cervello.
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Il modo di dire “Alle
calende greche” ha origine dal calendario romano nel
quale con la parola calende si indicava il primo
giorno d'ogni mese, Ma questo era ignoto ai Greci.
Perciò, fin da tempi remoti, si dice rimandare alle
calende greche una faccenda, per intendere che essa
non sarà fatta mai.
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Il modo di dire “Andare
a scopare il mare”, anche se non molto conosciuto,
significa cacciarsi in un'impresa che non avrà
nessuna possibilità di successo. Si adopera, per lo
più, nella variante "mandare a scopare il mare"
quando si vuole invitare una persona a togliersi di
torno; mandandola, magari, a fare una cosa inutile
ma eviterà ad altri di perdere tempo nel proprio
lavoro. -
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La frase “Avere il mal
del prete” si adopera quando si viene a conoscenza
di segreti che, naturalmente, non si possono
rivelare a nessuno e si è tormentati come lo è il
prete allorché viene a sapere di fatti delittuosi
confidatigli in confessione.
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Avere la coda di paglia
deriva da una favola in cui una giovane volpe che
cadde disgraziatamente in una tagliola; l’animale
riuscì a fuggire ma gran parte della coda rimase
nella tagliola. Si sa che la bellezza delle volpi è
tutta nella coda, e la poveretta si vergognava di
farsi vedere con quel brutto mozzicone. Gli animali
che la conoscevano le costruirono così una coda di
paglia. Tutti mantennero il segreto tranne un
galletto che disse la cosa in confidenza a qualcuno
e, di confidenza in confidenza, la cosa fu saputa
dai padroni dei pollai, i quali accesero un po' di
fuoco davanti ad ogni stia. La volpe, per paura di
bruciarsi la coda, evitò di avvicinarsi alle stie.
Si dice che uno ha la coda di paglia quando ha
commesso qualche birbonata ed ha paura di essere
scoperto. -
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Un pesce gatto ha più
di 27.000 papille gustative.
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Aver mangiato noci è
uno dei tanti modi di dire della nostra lingua poco
conosciuto ma "molto" adoperato da tutti coloro che
nel corso della loro vita hanno avuto a che fare con
i "mangiatori di noci" che, in senso figurato, si
dice di persone che sono sempre mal disposte e di
animo cattivo nei confronti di tutti quelli che, al
contrario, cercano di assecondarle in tutto e per
tutto. "Mangia noci", insomma, colui che parla
sempre male di tutti. La locuzione è chiaramente una
metafora, visto che le noci fanno l'alito cattivo di
conseguenza anche le parole che escono dalla bocca
di coloro che le hanno mangiate sono cattive. Il
modo di dire, quindi, fuor di metafora o di
sarcasmo, significa "possedere un animo cattivo" e
"sparlare di qualcuno".
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“Bagnare il naso” è
un'espressione che ha origine nelle antiche scuole
torinesi dove il maestro chiamava il discepolo più
bravo perché bagnasse, col dito intinto nella
saliva, il naso del compagno che aveva commesso un
grave errore. Talvolta era lo stesso maestro che
compiva tale funzione.
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Le farfalle sentono i
sapori con i piedi.
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Calma e gesso! è
un'esclamazione con la quale si invita una persona a
non prendere delle decisioni affrettate delle quali,
in futuro, potrebbe pentirsi; ma, al contrario,
valutare con la massima attenzione una determinata
situazione per affrontarla nel modo migliore e
"goderne", eventualmente, i benefici. Nel biliardo
prima di un tiro particolarmente difficile, i
giocatori esperti valutano con la massima calma la
posizione delle biglie e strofinano con il gesso la
punta della stecca al fine di renderla "uniforme" ed
essere sicuri, quindi, di riuscire ad effettuare al
meglio il tiro studiato attentamente.
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“Campa cavallo” ha
origine dalla storia che un povero diavolo portava a
mano un cavallo vecchio, stanco, sfinito, per una
strada sassosa dove si vedeva appena, di quando in
quando, un misero filo d'erba. Il cavallo stava per
cadere, sopraffatto dalla fame e il padrone cercava
d'incoraggiarlo dicendogli: "Non morire, cavallo
mio, tira avanti ancora per un po'; campa finché
crescerà l'erba e potrai sfamarti".
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“Chi ha fatto trenta
può fare trentuno” ha origine dal fatto che Papa
Leone X, il 1º luglio 1517 creò trenta nuovi
cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse
pure degno di quell'onore e nominò cardinale anche
lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il
papa, che aveva deciso di fare trenta cardinali, ne
avesse poi fatto uno di più, Leone X rispose "Chi ha
fatto trenta può fare trentuno".
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Il cuore di un gamberetto è nella testa.
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Se la lama di un
coltello o di altro simile arnese non è ben inserita
nel manico o se ne è staccata per il lungo uso,
l'arnese diventa inservibile, perché la lama perde
ogni resistenza girando (ciurlando) nel manico.
Perciò quando una persona o una cosa risulta incerta
e non affidabile si dice che “ciurla nel manico”.
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Un coccodrillo non può tirare fuori la lingua.
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L’espressione “dare
botte da orbi” deriva dal fatto che anche nell'ira,
colui che picchia, può darsi che abbia qualche
riguardo per non fare troppo male; ma un cieco, no!
Lui non sa dove batte e colpisce senza pietà e
misura. -
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Lo scarafaggio può vivere nove giorni anche se
privato della testa, dopodiché ...muore di fame.
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“Dar le mele a una
persona” è una espressione che si adopera allorché
si vuole dare una particolare rilevanza al fatto che
due persone se le sono date di santa ragione e una,
in particolare, è stata picchiata con un bastone. Il
bastone viene adoperato per "picchiare" l'albero
allo scopo di far cadere le mele. In senso
metaforico o figurato questa locuzione si usa quando
si "picchia" moralmente una persona: in fatto di
destrezza tuo fratello ti dà le mele.
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“Do ut des” è un
proverbio latino, che significa "do affinché tu
dia". E' detto il proverbio degli egoisti.
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Essere al verde è
un’espressione che significa "essere a corto di
denaro". Per molto tempo si è usato appaltare i
servizi pubblici per mezzo di un'asta. Il banditore
accendeva una candela la cui base era tinta di
verde. Finché la candela non era arrivata al verde,
era lecito fare offerte; dopo, non più. Secondo
altra interpretazione, l'espressione si riferisce
semplicemente al fatto che le candele avevano la
base tinta di verde.
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“Fare fiasco” è
un’espressione che ha origine nella città di Firenze
dove un artista comico che, ogni sera, si presentava
tenendo fra le mani un oggetto nuovo; e su questo
oggetto improvvisava versi buffi che facevano ridere
il pubblico. Una sera si presentò con un fiasco, ma
i versi non piacquero e ci fu un concerto di fischi.
Da allora in poi si disse far fiasco per non
riuscire in qualche cosa.
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Il verso tipico delle oche ("Quac, Quac") non può
produrre eco.
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“Fare il portoghese”
significa “Non pagare il biglietto”. L'origine
dell'espressione risale al secolo XVIII:
l'ambasciata del Portogallo a Roma, per festeggiare
un avvenimento, aveva indetto una recita al teatro
Argentina per la quale non erano stati distribuiti i
biglietti d'invito; bastava presentarsi come
"portoghesi". -
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L'unico alimento che non si deteriora è il miele.
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Anticamente si chiamava
agresto un condimento asprigno che si ricavava
dall'uva poco matura e i contadini, quando
coglievano l'uva poco matura per far l'agresto,
coglievano anche un po' di quella buona che
avrebbero invece dovuto portare al padrone; e si
diceva far l'agresto per indicare questa piccola
ruberia. In seguito, far l'agresto è diventato far
la cresta. -
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“Fare una cosa di
soppiatto” ovvero "agire furtivamente, di nascosto".
Soppiatto è un aggettivo che significa
appiattendosi, è composto con il prefisso "so(b)"
che è il latino "sub" (sotto) e l'aggettivo
"piatto" che è tratto dal latino medievale "plattus"
('largo', 'aperto') quindi "schiacciato". La persona
che entra di soppiatto, quindi, figuratamente si
"appiattisce", si "schiaccia" per ridurre il volume
e non farsi notare.
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Se pensiamo che uno
voglia colpirci, istintivamente teniamo d'occhio la
sua destra; se il colpo ci viene invece dato con la
sinistra, diventa più pericoloso, perché inaspettato
da qui ebbe origine la frase “fare un tiro mancino”.
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Negli Stati Uniti ogni
giorno vengono stampati più soldi per il gioco del
Monopoli che per la Tesoreria.
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Gli Ebrei avevano
anticamente una strana usanza. Mosè aveva ordinato
che ogni anno si celebrasse l'espiazione dei
peccati. Nel giorno designato, il sommo sacerdote
prendeva due capri: il primo veniva sgozzato e il
sacerdote lo caricava, simbolicamente, di tutti i
peccati suoi e del popolo; l'altro veniva mandato
via perché si disperdesse nel deserto e non tornasse
mai più. Il primo si chiamava capro espiatorio, il
secondo capro emissario, da qui l’espressione “capro
espiatorio” -
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L'altezza della
piramide di Cheope è pari esattamente a un
milionesimo della distanza che separa la terra dal
sole. -
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Durante la guerra di
secessione, quando le truppe tornavano agli
accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su
una lavagna il numero dei soldati caduti; se non
c'erano state perdite, si scriveva "0 killed", da
cui l'espressione OK nel senso di "tutto bene".
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L’espressione “pomo
della discordia” ha un’origine mitologia. Gli
antichi credevano che ci fosse una dea, figlia della
Notte, sorella di Nèmesi, amica di Marte, che si
chiamava Discordia e faceva onore al suo nome
aizzando continuamente litigi, pettegolezzi e
malignità. Giove, sereno e tollerante come tutti i
grandi, la sopportò per un bel po' ma alla fine
perse la pazienza e scacciò Discordia dal cielo.
Rabbiosa per questo smacco, Discordia cercò ogni
occasione per vendicarsi. Quando ci fu il matrimonio
di Teti (dea del mare) e Peleo (semplice mortale)
furono invitati tutti tranne lei così al culmine
della festa, lei gettò sulla tavola una mela d'oro
su cui era scritto: "alla più bella". Le dee più
belle presenti al banchetto erano tre: Giunone,
Minerva e Venere. Ciascuna pretese la mela per sé e
nacque un putiferio, la pace della festa fu turbata
e l'allegria finì.
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