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La base
in architettura è l'elemento inferiore degli ordini
architettonici, sul quale poggia il fusto della
colonna o del pilastro.
La base, come gli altri elementi degli ordini
architettonici, nasce nell'ambito dell'architettura
greca. Nell'ordine dorico la base era del tutto
mancante, e inizia a comparire nei templi ionici
dell'Asia Minore nel VI secolo a.C., isolando il
fusto della colonna dallo stilobate. Inizialmente si
tratta di semplici "tori" (modanatura liscia a
semicerchio convesso), ma gli elementi che la
compongono tendono quindi a moltiplicarsi, come
nell'Artemision di Efeso, con due "scozie"
(modanature a semicerchio o a tre quarti di cerchio
concave) sormontate da un toro).
Nell'evoluzione dell'ordine ionico che si ebbe
quindi in Attica la base assunse una forma canonica
con due tori separati da una scozia (come le basi
che si possono vedere nell'Eretteo sull'acropoli di
Atene, del V secolo a.C.): questa forma, diffusa
successivamente anche nell'architettura romana ed
adottata anche per l'ordine corinzio e in seguito
per quello composito, prende il nome di base attica.
A Roma, in particolare a partire dall'età augustea,
si ebbe una nuova forma canonica di base,
caratterizzata dal raddoppio della scozia tra i due
tori, che prenderà il nome di base composita.
Un'altra caratteristica delle basi di epoca
imperiale romana è la presenza di un "plinto"
quadrato sotto la base rotonda della colonna, mentre
in precedenza esistono basi prive di plinto, sia che
questo facesse parte del blocco di fondazione della
colonna, appena emergente rispetto alla
pavimentazione, sia che fosse intagliato in un
blocco separato. Inoltre diventa progressivamente
più frequente l'uso di intagliare questo elemento
architettonico separatamente, mentre in precedenza
lo stesso blocco poteva comprendere anche l'imoscapo
(estremità inferiore) del fusto della colonna. In
alcuni casi le modanature generalmente lisce della
base potevano presentare decorazioni scolpite (si
parla in questo caso di "base decorata")
In epoca tardo-imperiale in alcuni casi le basi
potevano poggiare su un "piedistallo", che rialzava
l'altezza delle colonne senza necessità di alterare
le proporzioni del fusto, e nella più antica
architettura bizantina quest'uso diventa sempre più
frequente: le basi hanno dimensioni sempre più
ridotte e in molti casi sono intagliate nello stesso
blocco del piedistallo stesso.
Nel medioevo, quando spesso gli elementi
architettonici romani vengono reimpiegati in nuove
costruzioni, come per i colonnati di moltissime
delle chiese della stessa Roma, si utilizzarono al
di sotto dei fusti, sia basi più antiche, spesso
adattate alle necessità del nuovo edificio, oppure
altri elementi architettonici (come per esempio
capitelli rovesciati), oppure ancora nulla del
tutto, a seconda dei blocchi che si avevano a
disposizione. Successivamente la riscoperta
dell'architettura antica, e in particolare degli
ordini architettonici classici nel Rinascimento,
porterà ad un nuovo impiego di basi simili a quelle
di epoca romana. |
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