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La
colonna è un elemento architettonico portante
formato generalmente da base, fusto e capitello.
La colonna viene denominata:
1. alveolata, se è incassata nel muro;
2. lesèna se è solo accennata nel muro con
una sporgenza;
3. anulare, se presenta un anello a metà
della sua altezza;
4. liscia, se non ha alcun elemento
particolare;
5. rostrata, usata dai romani per commemorare
le vittorie navali (sulla colonna venivano affissi i
rostri delle navi nemiche);
6. rudentata, se le scalanature sono riempite
fino a un terzo di altezza dalla base da una
modanatura a bastoncino;
7. scanalata, se il fusto è solcato da
scanalature verticali;
8. tortile (tipica dello stile barocco), se
ha il fusto ritorto a forma di treccia;
9. vitinea, se il fusto è decorato con tralci
di vite;
10. a fascio, se risulta essere un pilastro
formato da più colonne e colonnine (tipica
dell'architettura gotica) (vedi pilastro a fascio)
La colonna isolata si dice votiva se è
utilizzata con intento religioso, e onoraria
se utilizzata con intento celebrativo.
Le colonne si dicono binate quando sono
vicine a coppie.
Una lunga sequenza di colonne che sostengono una
trabeazione è detta colonnato. Quando un colonnato
si trova davanti ad un edificio, schermando la
porta, viene definito portico, mentre se racchiude
uno spazio aperto si definisce peristilio.
Nell'architettura greca classica la colonna in
genere simboleggiava l'uomo. Questo significato
venne ripreso dall'architettura romanica, dove
spesso la colonna veniva fatta poggiare su una
scultura di animale, solitamente un leone (simbolo
della forza bruta), a indicare la peculiarità
dell'uomo che si erge sulla natura animale e si
protende verso quella divina (rappresentata dalla
struttura posta sopra la colonna, ad esempio un
protiro o il capitello di un pulpito). |
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