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Una
parete è un elemento architettonico verticale,
composta da un volume piano dallo spessore ridotto
rispetto alla lunghezza e la larghezza. Può avere un
andamento rettilineo o ondulato. La parete delimita
lo spazio di un edificio e lo suddivide
internamente. In senso traslato si può chiamare
parete qualsiasi confine verticale di un ambiente
(ad esempio la parete di una grotta).
La nascita della parete si può teoricamente indicare
quando in epoca preistorica. Dalle costruzioni quali
le tende di pali, le pseudocupole o le case a tetto
(dove le superficie esterna si ergeva obliquamente
creando contempraneamente la parete e il tetto), si
passò a abitazioni più elaborate, con superfici
verticali, orizzontali e oblique, dove si iniziò a
distinguere la parete dal soffitto e dal tetto,
assegnando a ciascun elemento una funzione e una
modalità di costruzione diversa.
Le pareti di un edificio possono classificarsi
secondo vari criteri. innanzitutto vi sono
pareti portanti (che sostengono e scaricano a terra
il peso della costruzione), di solito quelle esterne
pareti non portanti (che non sostengono altri pesi a
aprte quello proprio), a loro volta distinguibili
in:
fisse
tamponature, che dividono l'interno dall'esterno
tramezzi, che dividono due ambienti interni
mobili
scorrevoli (mobili, ma all'interno di un percorso
fisso)
Poi dal punto di vista della funzione si hanno
pareti di chiusura (che delimitano uno spazio su
ogni lato) o non di chiusura.
A seconda delle modalità costruttive si possono
avere
pareti massicce (volumi compatti interamente
portanti)
pareti a scheletro (con travi e altri elementi
portanti massicci, mentre gli spazi compresi sono
tamponati con materiali leggeri).
Particolarmente significative sono le soluzioni
adottate nel tempo per gli angoli di giuntura tra le
pareti, con problemi tecnologici ed estetici risolti
dagli architetti in svariate maniere. |
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