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In
edilizia si suole indicare con il termine solaio una
struttura orizzontale capace di trasferire i carichi
(principalmente quelli verticali) ad altre
strutture.
Un solaio può essere realizzato in legno, in
calcestruzzo armato o in acciaio, in laterizio o con
materiali vari.
EVOLUZIONE TECNOLOGICA
La tecnica di realizzare solai è nata con l'esigenza
di avere abitazioni su più livelli, o abitazioni il
cui piano di calpestio deve essere più in alto del
terreno (p.e. le palafitte o tutte le case
realizzate in zone dove staccarsi dal suolo era
fondamentale).
I SOLAI IN LEGNO
Il modo più semplice di realizzare un solaio è con
un orditura lignea, in cui ci sono travi principali
che coprono l'intera luce del locale (si predilige
la luce minore, se il locale è rettangolare, sia per
realizzare travi più corte, sia perché la maggiore
luce della trave influisce negativamente sul momento
applicato sulla sua sezione: la sollecitazione
aumenta con il quadrato della lunghezza).
I solai in legno spesso avevano spessori
considerevoli e, in particolare, avevano bisogno di
travi di sezione ragguardevole per sostenere il peso
dei solai di locali particolarmente ampi.
Il solaio in legno teme l'umidità e le termiti,
oltre, naturalmente, agli incendi.
I SOLAI IN LATERIZIO
I romani, per realizzare i solai, utilizzavano sia
il legno che le tecniche costruttive del laterizio:
per coprire grandi ambienti si usava realizzare non
un solaio ma una volta in laterizio, la quale veniva
riempita nell'intradosso fino a creare un piano
d'appoggio per il livello superiore o per la
copertura. Tuttavia non si può definire la volta un
solaio, in quanto a quest'ultimo termine si fa
riferimento più che altro per strutture orizzontali
che scaricano il peso sui muri laterali in modo
verticale (la volta e l'arco danno anche spinte
orizzontali) e che lavorano per flessione degli
elementi (la volta lavora a compressione e attrito
tra i conci).
I SOLAI IN FERRO
Con l'avvento del ferro prima, e dell'acciaio
poi, si sviluppa la tecnica costruttiva del solaio
in ferro e laterizio, costituito da travetti in
metallo che coprono la luce minore del locale, e dei
laterizi appositi, chiamati tavelloni, a coprire la
distanza tra i travetti. Nell'800 e fino alla prima
metà del 900 si usava realizzare delle piccole volte
a botte per coprire la luce tra i travetti: questo è
detto il solaio con voltine alla romana, perché la
tecnica fu utilizzata molto a Roma (in quel periodo,
del resto, in Italia si costruì principalmente a
Roma, a causa del trasferimento della capitale con i
relativi ministeri e indotto). Tale tecnica è oggi
praticata unicamente negli edifici che hanno la
struttura portante in acciaio. Il solaio in ferro e
laterizio è molto elastico, teme i terremoti e può
trasmettere freddo all'interno dell'ambiente se
un'estremità del travetto è a contatto con
l'esterno. Sono solai che hanno uno spessore
compreso tra i 20 e i 30 cm.
I SOLAI IN LATEROCEMENTO
Ultimo in ordine di tempo è stato lo sviluppo del
solaio latero-cementizio, realizzato in calcestruzzo
armato e laterizio. È una diffusa tecnica
costruttiva, utilizzata nella realizzazione di
semplici solai per comuni abitazioni in cui la
struttura in calcestruzzo armato si unisce ad
elementi di alleggerimento in laterizio. Si tratta
di travi di calcestruzzo armato ("travetti") poste
ad una mutua distanza di circa 50 centimetri, tra le
quali si dispongono degli elementi in laterizio,
simili a mattoni, denominati "pignatte"; al di sopra
delle travi e delle pignatte si realizza infine una
soletta di calcestruzzo armato di spessore minimo di
4 centimetri. Si realizza posizionando il laterizio
(dette pignatte, e non tavelloni, perché in questo
solaio la pignatta non partecipa strutturalmente in
modo attivo, contrariamente al tavellone nel solaio
in ferro e laterizio) a file su una cassaforma
lignea piana; tra una fila e l'altra si posizionano
i ferri e poi si getta il calcestruzzo. Nella
tecnica costruttiva classica, il getto di
calcestruzzo che da forma ai travetti è lo stesso
che costituisce la soletta armata. La struttura del
solaio è così completata. Su di esso potrà poi
disporsi la pavimentazione. Notevolissimo è stato lo
sviluppo di tale tecnica costruttiva negli anni,
considerando l'ingresso nel mercato di travetti
prefabbricati autoportanti (che evitano di dover
realizzare un unico grande piano in legno da
utilizzarsi quale cassaforma per il getto) e di
diverse soluzioni per l'alleggerimento del solaio,
tra i quali nuovi materiali plastici (sfere,
parallelepipedi) in luogo del laterizio forato. Oggi
è la tecnica più utilizzata, anche se ha subito
moltissime trasformazioni grazie all'evoluzione
delle tecniche costruttive, come i travetti
prefabbricati, le pignatte di materiali innovativi,
o anche vere e proprie solette prefabbricate che
devono solo essere posizionate in opera. Evoluzione
di questo tipo di solaio sono i solai in cemento
armato nervati e i solai formati da un unico getto
di cemento, senza laterizi interposti. Teme il
sovraccarico, in quanto ha una rottura fragile (ha
poco preavviso prima del crollo), è il solaio che
meglio resiste all'incendio. Si comporta bene in
caso di terremoto (se ben fatto) ma, se subisce
lesioni, va demolito e ricostruito da capo, perché
non è spesso conveniente procedere a un
consolidamento. Sul mercato, attualmente, si trovano
anche solai interamente prefabbricati che bisogna
solo posare in opera, mediante l'ausilio di sostegni
provvisori denominati "rompitratta" oppure anche
senza nessun sostegno. In tal caso il solaio
"autoportante" abbisogna di potere appoggiare alle
estremita per alcuni centimetri. I solai cosi posati
e successivamente "gettati", saranno, una volta
giunto a maturazione il calcestruzzo, intonacati
(sull'intradosso) e pavimentati (sull'estradosso).
Alcune aziende producono anche solai già intonacati
in stabilimento. |
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