Accademia della Crusca - Nuove Parole:

 
 




Di seguito sono elencate alcuni vocaboli entrati recentemente a far parte della Lingua Italiana.

Intendiamo per parole nuove:
- parole apparse per la prima volta in anni molto recenti;
- parole preesistenti ma che hanno subito negli stessi anni un mutamento semantico o un forte rilancio nell'uso pubblico.



Selezionare un termine:
 
..:: Autoconvocarsi ..:: Millenium bug
..:: Autodimettersi ..:: Mobbing
..:: Autodosarsi ..:: No Global
..:: Badante ..:: Posta Prioritaria
..:: Bioeticista ..:: Sitografia
..:: Bioterrorismo ..:: Tampering
..:: Bipartisan ..:: Tecnicanalità
..:: Cartolarizzazione ..:: Teleordering
..:: Eurocent ..:: Trend-setter
..:: Eurolandia ..:: Videofonino
..:: Eurozona ..:: Videoreporter
..:: Giftshop ..:: Walking
..:: Girotondo ..:: Wheeling

Definizione

  L'Accademia della Crusca è un'istituzione che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia italiana.
Rappresenta sicuramente la più prestigiosa istituzione linguistica italiana.
Sorta a Firenze nel 1583, si è sempre distinta per il suo strenuo impegno a mantenere "pura" la lingua italiana originale.
 
   
     
 
 
 
 
 
 
 

Nuove Parole Italiane:

 
 
 

Anno: 2002
Ambito d'uso: Linguaggio politico
Definizione: Riunirsi spontaneamente, senza la convocazione di organi superiori.

Il termine è entrato in uso nel secolo scorso, ma è stato recentemente ripreso (2002) con questo significato in occasione di manifestazioni spontanee.
In particolare si riferisce all'iniziativa autonoma di alcuni aderenti a partiti e organizzazioni sindacali di costituire un gruppo informale e non strutturato che, attraverso critiche e talvolta apparizioni, stimoli le organizzazioni di cui fanno parte ad operare in modo diverso, a cambiare strategia politica ecc. Il verbo transitivo convocare si trova in forma riflessiva soltanto in questo composto col prefissoide auto- nel suo primo significato di 'se stesso' (lo stesso prefisso si trova in altri composti col significato di 'automobile', come ad esempio in "autoradio", "autorimessa", ecc).
 

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Anno: 1998
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: richiedere, sotto la propria responsabilità, la dimissione dall'ospedale senza il consenso medico.

Il composto è nato in ambito ospedaliero (per indicare il paziente che chiede di essere dimesso anche contro il parere dei medici, sotto la propria responsabilità).

Il prefissoide auto- rafforza, in questo composto, il significato del verbo riflessivo dimettersi che, già usato da solo, significa "recedere da un contratto di lavoro, da un pubblico impiego, da una carica".
Nell'uso giornalistico stanno prendendo campo anche derivati come autodimissione

 

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Anno: 2001
Ambito d'uso: Linguaggio tecnologico
Definizione: proprietà che hanno alcuni elettrodomestici di impostare programmi e dosaggi in base al carico e alle funzioni richieste.

Questo nuovo verbo, la cui formazione ricalca quella di altri composti con il prefisso auto-, si usa per fare riferimento a funzioni specializzate dei più moderni elettrodomestici, capaci di autoregolarsi sui parametri variabili (quantità di acqua, detersivo, tipo di programma, ecc.) in relazione ai possibili differenti utilizzi della macchina.

 

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Anno: 2002
Prima attestazione: 1989
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: persona che si prende cura, soprattutto presso privati, di anziani o disabili.

Il termine, documentato inizialmente nell'ambito burocratico, è stato ripreso e utilizzato più largamente per indicare persone, nella maggior parte dei casi immigrate, che si occupano di anziani o disabili soprattutto presso privati.

Ultimamente è entrato nella legge di sanatoria per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri.
 

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Anno: 1998
Ambito d'uso: Linguaggio specialistico
Definizione: chi si occupa di problemi di bioetica.

Il termine è entrato nell'uso in seguito all'acceso dibattitto degli ultimi anni su questioni etiche sollevate dalle recenti scoperte della biologia e della medicina: ad esempio, come elencato nel sito del Comitato nazionale per la Bioetica, l'uso delle cellule staminali, gli xenotrapianti, i test genetici ecc.
 

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Anno: 1998
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: forma di terrorismo che utilizza armi biologiche.

Il termine ha avuto più ampia diffusione in seguito agli attacchi terroristici negli Stati Uniti dell'11 settembre 2001, quando in tutto il mondo si diffuse il timore di un impiego "bioterroristico" di temibili batteri come l'antrace o il carbonchio.

 

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Anno: 1994
Prima attestazione: 1994
ambito d'uso: Linguaggio politico
Definizione: Il termine bipartisan rivela la sua origine anglosassone non soltanto nella forma, accolta fedelmente in italiano, ma anche nel significato che rimanda al tradizionale sistema bipartitico di stampo anglosassone. In italiano è comparso quando si è cominciato a delineare un sistema politico bipolare favorito dal passaggio dal sistema elettorale proporzionale a quello maggioritario.

Resta comunque un margine di non perfetta aderenza tra il significato originario del termine e la realtà politico-istituzionale italiana, quello squilibrio che Maurizio Lupoi ha definito 'flusso giuridico'.
Un altro esempio di questo genere, messo in risalto da Lupoi è il termine 'contro-esame' da 'cross examination' . "La cross examination nasce nel processo avanti la giuria (che noi abbiamo solo in Corte d'Assise) e trova il proprio fondamento in una educazione legale profondamente diversa dalla nostra, in un ruolo del difensore [...] e in una posizione sociale di giudice che non hanno riscontro nella nostra realtà". Ci sono poi esempi di acquisizione di termini conseguenti all'acquisizione di una pratica che quindi conservano il loro significato e la loro aderenza al referente: un esempio è question time, che nel linguaggio politico inglese indica una seduta del parlamento in cui i parlamentari rivolgono a un ministro del governo in carica domande e interrogazioni sull'attività del suo dicastero e che trova un esatto corrispondente nella pratica del question time del Parlamento italiano. Recentemente, per estensione, il termine question time si può trovare utilizzato per indicare una conferenza stampa di un personaggio politico che si sottopone alle domande dei giornalisti.

In Italia, quindi, si utilizza il termine bipartisan per estensione, partendo dal presupposto di avere lo stesso sistema politico britannico formato da due poli compatti, unitari e contrapposti.

Sul modello bipartisan si è recentemente creata anche la forma monopartisan che utilizza il prefissoide mono- sul termine partisan rafforzandone, da una parte, il significato già esistente, 'di parte', e creando una più netta contrapposizione, anche scherzosa, al termine bipartisan.

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: cessione di beni pubblici mobili e immobili in forma di titoli commercializzabili.

Di recente il termine viene usato comunemente, soprattutto in ambito giornalistico, per indicare la cessione, da parte dello Stato, di beni mobili ed immobili nella forma di titoli negoziabili. In precedenza, il termine si riferiva alla cessione, soprattutto da parte di istituti di credito, di crediti, iscritti a bilancio, a società-veicolo perché li immettessero sul mercato come titoli negoziabili.

 

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Anno: 1997
Ambito d'uso: Linguaggio tecnico-specialistico economico
Definizione: centesima parte dell'Euro.

Con l'introduzione della moneta unica europea nel 2001, il termine eurocent, già documentato dal 1997, ha avuto un naturale e prevedibile rilancio.

Si tratta di un composto col prefissoide euro-, già molto produttivo prima della costituzione dell'Unione Europea in tutti i composti il cui primo elemento avesse come referente l'Europa come entità storico-culturale e geografica (eurocomunismo, Eurotunnel, euromissile); sfruttatissimo poi per fare riferimento in maniera più specifica all'Unione Europea e a tutte le istituzioni ad essa collegate (eurodeputato, europarlamento, Europol, Eurostat), ha prodotto una nuova ondata di neoformazioni al momento dell'introduzione dell'euro, moneta unica europea, di cui eurocent è senza dubbio una delle più diffuse e meno effimere (come invece eurochoc, legato al periodo di adattamento alla nuova moneta), insieme a Eurolandia e Eurozona, largamente e comunemente utilizzate.

 

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Anno: 1998
Prima attestazione: 1998
ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: Insieme dei paesi che hanno aderito alla moneta unica europea.

Il termine rientra nella serie, recentemente molto produttiva, dei prefissati con euro-, in questo caso in unione con la parola inglese land 'paese, terra'; questo tipo di formazioni hanno visto ampia diffusione soprattutto a partire dal gennaio 2001, quando l'euro è effettivamente diventato moneta corrente in Europa. Eurolandia è stato diffuso attraverso la stampa per indicare in modo sintetico i paesi che avevano aderito alla moneta unica.
Sinonimo di Eurozona

 

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Prima attestazione: 1998
Ambito d'uso: Linguaggio tecnico
Definizione: insieme degli Stati che hanno aderito alla moneta unica europea.

Sinonimo di Eurolandia, per la trattazione cfr. eurocent.

 

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Giftshop (o gift shop)

Anno: 1998
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: negozio che vende oggetti-regalo o souvenir.

Un altro composto similmente diffuso è bookshop, dall'inglese book 'libro' e shop 'negozio' per indicare un negozio,che vende cataloghi di mostre o d'arte in generale, collocato solitamente all'interno di musei e gallerie.

 

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Anno: 2002
Prima attestazione: 1887
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: manifestazione pacifica di protesta in cui i partecipanti si prendono per mano simulando il girotondo infantile.

Il termine risale originariamente al 1887 e viene riferito a quel "gioco infantile nel quale i bambini si prendono per mano formando un circolo e girano al ritmo di una filastrocca".
Il termine è stato recentemente ripreso per indicare gruppi di persone che, pur non facendo direttamente parte di partiti politici o di sindacati, si riuniscono per esprimere opinioni politiche tenendosi simbolicamente per mano (simulando quindi il girotondo infantile) al fine di sensibilizzare l'attività dei partiti su importanti tematiche d'attualità.
I "girotondisti" (o "girotondini") , coloro che prendono parte ai girotondi, non fanno capo ad una organizzazione identificabile ma si autoconvocano nelle piazze italiane o davanti alle sedi amministrative e politiche, cioè decidono autonomamente di ritrovarsi per manifestare le proprie opinioni.

 

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Millenium bug (o Millennium bug)

Anno: 1998
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: errore di programmazione che, al passaggio di millennio, ha impedito in alcuni vecchi programmi di riconoscere il cambiamento di data, provocando il blocco dei sistemi informatici.

Dall'inglese millennium 'millennio' e bug 'insetto'. Blocco dei sistemi informatici dovuto al cambiamento di millennio nell'indicazione della data. L'espressione millenium (o millennium) bug (reso con il calco baco del millennio) si è diffuso con l'avvicinarsi dell'anno 2000. I computer più vecchi, infatti, indicavano la data del sistema con due sole cifre: vale a dire, l'anno 1998 era segnato come '98'. Il "cambiamento di millennio" poteva quindi portare a problemi inaspettati, quando le banche dati informatiche avrebbero datato i nuovi documenti del 2000 con la cifra '00', creando confusione con la data '1900' (con conseguenti errori di ordinamento dei database). Per quanto riguarda il termine bug, 'baco, bruco', questo è da tempo usato nel gergo informatico per indicare gli errori contenuti in (o sistematicamente provocati da) un programma informatico.

 

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Anno: 1999
Prima attestazione: 1988
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: comportamento persecutorio, nei confronti di una persona, solitamente in ambiente lavorativo.

Originariamente il termine è stato usato nel linguaggio tecnico specialistico dell'etologia con il seguente significato:

"1. L'insieme dei comportamenti aggressivi tipici di alcuni animali, spec. uccelli, nei confronti di un predatore". Il dizionario riporta però anche una seconda accezione utilizzata in ambito socio-psicologico:
"2. Spec. in ambienti di lavoro o comunità, persecuzione ed emarginazione nei confronti di un singolo individuo da parte del gruppo in cui è inserito".

Da questo secondo ambito d'uso deriva la nuova accezione con cui il termine è stato recentemente (1999) ripreso nella lingua comune. Si chiama mobbing quel comportamento molesto, persecutorio verso un collega, finalizzato ad emarginarlo, a farlo sentire un intruso.

Il verbo inglese to mob, da cui il termine deriva, significa infatti 'affollare, assalire' e rimanda all'immagine dello stormo di uccelli che si scaglia contro l'intruso. La parola mobbing ha un'attestazione non recentissima (1988), nel suo originario significato riferito ad alcuni animali, specie uccelli, che adottano comportamenti aggressivi nei confronti di un predatore.

Il termine si è diffuso attraverso la stampa internazionale ed è entrato nell'uso comune in seguito a casi di persecuzione in ambiente di lavoro particolarmente gravi che hanno colpito l'opinione pubblica e suscitato accesi dibattiti.
 

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No Global (o no-global)

Anno: 2001
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: contrario, che si oppone alla globalizzazione.

Si tratta di una locuzione inglese composta da no 'contro' e l'aggettivo global 'ciò che è globale, la globalizzazione', diffusasi in tutto il mondo e documentata nella lingua italiana almeno dal 2001. L'aggettivo inglese global 'relativo alla sfera' e 'considerato complessivamente, generale', assume la nuova accezione di 'mondiale, planetario', attraverso la polirematica global village 'villaggio globale' coniata dal sociologo canadese Mc Luhan (con prima attestazione in inglese nel 1960).

In italiano la locuzione ha funzione sia aggettivale (es. "i movimenti no global") che sostantivale (es. "i no global"),
 sempre invariabile. È ormai acquisita in italiano, e attestata nei vocabolari dal 1995, un'altra locuzione che presenta la stessa forma di no global, no profit (variante ormai diffusa dell'inglese non profit): l'immediatezza con cui queste formazioni riescono a trasmettere il significato che veicolano, ne garantisce successo e veloce diffusione non solo nei mezzi di comunicazione di massa, ma nell'uso comune.

No global ha inizialmente indicato il Popolo di Seattle, organizzazioni, movimenti, persone che hanno partecipato alla Conferenza di Seattle del 1999 il cui obiettivo era quello di fissare regole per il commercio mondiale; oggi sono gli stessi no global a precisare che la loro protesta non è "contro la globalizzazione", ma per una globalizzazione diversa, più solidale, che non sfrutti economicamente i paesi in via di sviluppo, che tenga conto della molteplicità delle culture e non tenda ad omologare i modelli di vita di tutti gli abitanti del nostro pianeta sul modello occidentale.

Gli obiettivi comuni a tutto il variegato movimento no global, composto, per la parte italiana, da associazioni cattoliche, pacifiste, solidaristiche cui si aggiunge il Laboratorio dei Disobbedienti (costituito da centri sociali e altre strutture della sinistra antagonista), sono stati esposti nel manifesto approvato a Porto Alegre il 4 febbraio 2002: annullamento del debito dei paesi poveri, istituzione della Tobin Tax (tassa sugli scambi di valuta), abolizione dei paradisi fiscali, protezione dell'ambiente e della biodiversità, opposizione alle privatizzazioni, sostegno ai diritti dei lavoratori, alla parità tra uomo e donna, diffusione della democrazia nel mondo, condanna del terrorismo e della guerra (dopo l'11 settembre hanno dato vita ad un movimento pacifista).
Tutto questo e molte altre sfumature racchiude la locuzione no global e i due slogan che accomunano tutte le componenti del movimento sono: "Un altro mondo è possibile" e "Un altro mondo è in costruzione", "un'altra Europa è possibile" "contro il neoliberismo, la guerra e il razzismo".

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: Servizio di inoltro rapido delle lettere che garantisce la consegna entro il giorno lavorativo successivo a quello di spedizione.

Si tratta di una forma polirematica, composta da un sostantivo affiancato da un aggettivo, diffusosi in seguito all'attivazione del servizio da parte delle Poste Italiane, che ricalca altre formazioni simili già presenti nella denominazioni di altri servizi postali, quali posta ordinaria, posta celere, ecc.
 

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Anno: 2001
Ambito d'uso: Internet, Pubblicazioni scientifiche
Definizione: repertorio sistematico di siti Internet, che contengono informazioni in riferimento a un particolare argomento, che solitamente affianca le tradizionali bibliografie relative esclusivamente a fonti cartacee.

Si tratta di un termine non ancora registrato nei principali repertori lessicografici, né cartacei né elettronici, che circola abbastanza diffusamente non solo in Internet, ma anche nell’editoria, soprattutto quella di carattere scientifico e specialistico (largamente diffuso anche nelle tesi di laurea, tanto che in numerosi siti di professori universitari si possono trovare istruzioni su come approntare, oltre che la tradizionale bibliografia, anche la sitografia). Il composto sitografia ha il pregio della trasparenza, visto che si forma attraverso l’aggiunta del suffisso –grafia (altamente produttivo in italiano e simile al corrispondente di altre lingue in particolare all’inglese –graphy), alla base sito, parola italiana ma fortemente assonante con l’inglese site; è inoltre immediato il parallelismo con bibliografia, parola simile per formazione e che rimanda allo stesso oggetto, con la differenza che sitografia indica un repertorio di siti invece che di libri.

Anche se possiamo rintracciare molti esempi di utilizzo di sitografia, è evidente la difficoltà di individuare un termine unico per indicare i repertori di siti Internet: accanto a sitografia, infatti, si sono affiancati in questi ultimi anni altri termini coniati per denominare più o meno lo stesso oggetto, come gli adattamenti dall’inglese webografia, webliografia, webbibliografia (anche nella variante webibliografia), linkografia, netografia e le voci dotte, formate su basi classiche, istografia (sul greco istos ‘tela, ragnatela’) e dittografia (sul greco diktuon ‘rete da pesca’). Questi ultimi due, oltre ad essere poco trasparenti, hanno il limite di poter essere confusi, nella lingua comune, con altri termini, uno della medicina per la vicinanza al termine biologico istologia, l’altro della filologia in cui la dittografia indica ‘l’erronea ripetizione di una lettera o di una parola nella trascrizione di un testo’. Rispetto a sitografia che rimanda ad una raccolta di siti, quindi a “luoghi” talvolta anche molto estesi all’interno dei quali cercare informazioni, linkografia ha forse il vantaggio di essere un termine più generico, nel senso che non vincola a segnalare l’indirizzo d’entrata al sito, ma punta direttamente alla pagina in cui è contenuta l’informazione che interessa.

Più difficile risulta l’individuazione delle prime attestazioni, resa ancora più incerta se consideriamo che spesso non è possibile datare con precisione i documenti rintracciabili in rete mediante i comuni motori di ricerca; tra l’altro, essendo la sitografia normalmente un elemento di apparato, possiamo trovare sitografie aggiunte in date successive, non esplicitate, rispetto alla pubblicazione in rete del documento. Fatte queste precisazioni, le più lontane attestazioni del termine presenti in rete sono contenute in testi di ambito scolastico e di ricerca redatti tra il 2000 e il 2001, ma con molta probabilità il termine circolava già prima.

Per quanto riguarda la frequenza d’uso dei diversi termini presi in considerazione, possiamo rilevare che il numero più alto di occorrenze indicizzate da Google riguarda il termine sitografia con 38.500 occorrenze contro le 8.360 di linkografia e le 5.730 di netografia; per le altre parole i dati sono poco rilevanti con qualche decina di occorrenze per webibliografia e nessuna per webgrafia e webliografia. Confrontando questi dati rilevati nel giugno 2005 con quelli di novembre 2004 si rileva una tendenza abbastanza netta verso la preferenza di sitografia (che passa da 21.900 occorrenze a 38.500) a scapito di tutti i composti formati sulla base web- che invece tendono a sparire (webgrafia passa da 3.080 occorrenze a zero) col dato tendenzialmente stabile per linkografia (da 5.760 nel novembre 2004 a 5.730 nel giugno 2005).

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: ricatto, nei confronti di industrie alimentari, attuato attraverso (minaccia di) sabotaggio dei loro prodotti.

Il termine deriva dal verbo inglese to tamper 'contaminare' ed è entrato in italiano attraverso la stampa che ha reso noti casi di alterazione dolosa di prodotti alimentari, cosmetici o farmaceutici compiuti per screditare, o addirittura, sabotare grandi industrie e multinazionali.
 

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Anno: 2000
Prima attestazione: 1987
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: particolare attenzione verso dettagli tecnici di documenti legali e burocratici.

Derivato dall'inglese technicality (a sua volta derivato dall'aggettivo inglese technical), il sostantivo in italiano indica un'attenzione particolare verso gli aspetti strettamente tecnici di norme, leggi, regole, atti amministrativi e burocratici.

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio commerciale
Definizione: pratica di ordinare prodotti di vario genere attraverso Internet.

Il termine, attestato dal 1999, sta progressivamente diffondendosi nell'uso comune con l'aumentare della pratica di acquistare libri, o altri prodotti, attraverso la rete telematica. Anche il tipo di formazione, che ricalca il più datato telemarketing (1986), rende il termine trasparente e ne favorisce la diffusione.

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio della moda e del commercio
Definizione: chi 'lancia' nuove mode o tendenze.

Il termine - usato nel linguaggio comune per indicare una persona, un luogo o un evento che creano una 'tendenza' (in inglese trend), una moda - assume anche un'accezione più ampia per designare ciò che modifica un qualsiasi andamento di lungo periodo: ad esempio, in Borsa, l'andamento di un singolo titolo può fare da trendsetter per tutto un portafoglio di titoli.

 

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Anno: 2000
Ambito d'uso: Lingua della pubblicità, lingua comune
Definizione: Terminale di telefonia mobile di "terza generazione", dotato di tecnologia UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), in grado di ricevere e trasmettere immagini in movimento e di connettersi a Internet con velocità maggiore e con funzioni migliorate rispetto ai cellulari dotati, per esempio, di tecnologia WAP (Wireless Application Protocol).

Nel corso del 2004 sono stati lanciati, soprattutto dalla compagnia telefonica "3", nuovi servizi di telefonia mobile la cui fruizione richiede un terminale "di terza generazione". L’apparecchio è stato chiamato, in Italia, videofonino.
Il termine è formato dall’unione del prefissoide video-, molto produttivo in italiano e (tele)fonino, dal termine colloquiale telefonino, normalmente impiegato in Italia per designare il telefono cellulare o cellulare, sia per la scarsa conoscenza della motivazione tecnica alla base della denominazione cellulare («In una rete radiomobile cellulare la copertura si ottiene suddividendo l’area di servizio in zone [celle] servite da una stazione radio a cui il terminale mobile in transito si connette») sia per il particolare rapporto "affettivo" che sembra esistere, particolarmente nel nostro paese, con il proprio apparecchio telefonico portatile.

Il Grande Dizionario Italiano dell’Uso di Tullio de Mauro lo definisce «nome commerciale», con il significato di «videocellulare», a sua volta definito «cellulare che ha la possibilità di trasmettere anche l’immagine dell’interlocutore».

La prima attestazione, secondo il Grande Dizionario Italiano dell’Uso di Tullio de Mauro, è del 2003, da ricercare sul settimanale L’Espresso. Ulteriori ricerche sembrano però indicare una datazione diversa. Il termine videofonino possiede una precedente attestazione documentabile con sicurezza: la parola è infatti stata registrata da Hutchison Whampoa Ltd., a cui appartiene H3G, nome ufficiale della compagnia commercialmente conosciuta come "3", il 22 ottobre 2002.

Anche anteriormente a tale data, tuttavia, si trovano vari riferimenti a un primo uso del termine videofonino in dichiarazioni rilasciate da Salvatore Cardinale - Ministro delle Comunicazioni prima dell’attuale Maurizio Gasparri - che curò, nel 2000, l’asta per le licenze italiane UMTS.

Grazie alle informazioni fornite da Marco Esposito, Responsabile della Redazione Economica del Mattino di Napoli, è stato poi possibile risalire a una sua intervista al Ministro Cardinale, pubblicata su tale quotidiano il giorno 25 agosto 2000. Proprio in quell'occasione, con l'intento di ricercare una definizione più accattivante per l'oggetto fino ad allora definito tecnicamente "terminale multimediale personale" - espressione certo poco funzionale dal punto di vista del marketing - intervistatore, redazione e intervistato decisero di utilizzare il neologismo: "Invece di chiamarlo con una sigla astrusa come Umts, chiamiamolo videofonino", si legge nell'intervista.

Il termine, nel corso del 2004, con il lancio dei nuovi servizi di telefonia mobile, è diventato talmente popolare in Italia da entrare nella classifica delle parole dell’anno 2004 stilata dalla redazione online del quotidiano Corriere della Sera. Per dare, del resto, un’idea della sua ampia diffusione, si può verificare che con Google se ne trovano ben 31.000 occorrenze, di cui circa 26.000 in siti in lingua italiana (con la maggior parte delle altre occorrenze che rimandano comunque al termine italiano). A ulteriore dimostrazione della forte affermazione del termine basta considerare che esso ha già dato origine a una famiglia di termini correlati, come videofonia (circa 700 occorrenze su Google), videofonare (125 occorrenze), videofonata (62 occorrenze).

In alternativa al termine videofonino, proprio per il suo particolare status di marchio registrato – o nome commerciale – si utilizza talvolta videotelefonino, di cui però Google dà meno di 2.000 occorrenze, e videocellulare (392 occorrenze).

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: giornalista che realizza servizi televisivi con una videocamera, senza l'ausilio di una troupe.

Il termine, composto da video- (prefisso che connota tutto ciò che ha relazione con l'utilizzazione di uno schermo) e reporter 'giornalista', è entrato nell'uso in seguito all'affermarsi della nuova pratica di realizzare servizi televisivi senza l'ausilio di troupe, soprattutto in luoghi e situazioni (si pensi agli inviati di guerra) rischiose in cui è più agevole fare le riprese da soli.

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio comune
Definizione: attività sportiva che consiste nel camminare a passo costante e sostenuto.

Secondo le recenti teorie del wellness ('benessere' in inglese), una ventina di minuti di esercizio fisico leggero, come, per esempio, una passeggiata a passo sostenuto, bastano per mantenersi in forma. Così come wellness viene usato in contrapposizione con il più conosciuto fitness, walking si oppone a jogging 'corsa leggera', sia nella forma che nel significato.

 

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Anno: 1999
Ambito d'uso: Linguaggio tecnico specialistico sportivo
Definizione: impennata della motocicletta che può sia essere eseguita volontariamente dal guidatore sia essere conseguenza di un'accelerazione troppo violenta.

Nelle radiocronache motociclistiche non è raro sentire usati termini inglesi "tecnici", che si riferiscono a varie manovre eseguite dai piloti durante e dopo la gare. Fra questi, wheeling, che indica una impennata eseguita (o che avviene, indipendentemente dalla volontà del pilota) con la motocicletta. Dal punto di vista fisico, è un "fenomeno che avviene quando la forza di guida raggiunge un certo limite".

 

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