Anno:
2001
Ambito d'uso: Linguaggio tecnologico
Definizione: proprietà che hanno alcuni
elettrodomestici di impostare programmi e dosaggi in
base al carico e alle funzioni richieste.
Questo nuovo verbo, la cui formazione ricalca quella
di altri composti con il prefisso auto-, si usa per
fare riferimento a funzioni specializzate dei più
moderni elettrodomestici, capaci di autoregolarsi
sui parametri variabili (quantità di acqua,
detersivo, tipo di programma, ecc.) in relazione ai
possibili differenti utilizzi della macchina.
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Anno: 2002
Prima attestazione: 1989
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: persona che si prende cura, soprattutto
presso privati, di anziani o disabili.
Il termine, documentato inizialmente nell'ambito
burocratico, è stato ripreso e utilizzato più
largamente per indicare persone, nella maggior parte
dei casi immigrate, che si occupano di anziani o
disabili soprattutto presso privati.
Ultimamente è entrato nella legge di sanatoria per
la regolarizzazione dei lavoratori stranieri.
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Anno: 1998
Ambito d'uso: Linguaggio specialistico
Definizione: chi si occupa di problemi di
bioetica.
Il termine è entrato nell'uso in seguito all'acceso
dibattitto degli ultimi anni su questioni etiche
sollevate dalle recenti scoperte della biologia e
della medicina: ad esempio, come elencato nel sito
del Comitato nazionale per la Bioetica, l'uso delle
cellule staminali, gli xenotrapianti, i test
genetici ecc.
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Anno:
1998
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: forma di terrorismo che utilizza
armi biologiche.
Il termine ha avuto più ampia diffusione in seguito
agli attacchi terroristici negli Stati Uniti dell'11
settembre 2001, quando in tutto il mondo si diffuse
il timore di un impiego "bioterroristico" di
temibili batteri come l'antrace o il carbonchio.
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Anno:
1994
Prima attestazione: 1994
ambito d'uso: Linguaggio politico
Definizione: Il termine bipartisan rivela la
sua origine anglosassone non soltanto nella forma,
accolta fedelmente in italiano, ma anche nel
significato che rimanda al tradizionale sistema
bipartitico di stampo anglosassone. In italiano è
comparso quando si è cominciato a delineare un
sistema politico bipolare favorito dal passaggio dal
sistema elettorale proporzionale a quello
maggioritario.
Resta comunque un margine di non perfetta aderenza
tra il significato originario del termine e la
realtà politico-istituzionale italiana, quello
squilibrio che Maurizio Lupoi ha definito 'flusso
giuridico'.
Un altro esempio di questo genere, messo in risalto
da Lupoi è il termine 'contro-esame' da 'cross
examination' . "La cross examination nasce nel
processo avanti la giuria (che noi abbiamo solo in
Corte d'Assise) e trova il proprio fondamento in una
educazione legale profondamente diversa dalla
nostra, in un ruolo del difensore [...] e in una
posizione sociale di giudice che non hanno riscontro
nella nostra realtà". Ci sono poi esempi di
acquisizione di termini conseguenti all'acquisizione
di una pratica che quindi conservano il loro
significato e la loro aderenza al referente: un
esempio è question time, che nel linguaggio politico
inglese indica una seduta del parlamento in cui i
parlamentari rivolgono a un ministro del governo in
carica domande e interrogazioni sull'attività del
suo dicastero e che trova un esatto corrispondente
nella pratica del question time del Parlamento
italiano. Recentemente, per estensione, il termine
question time si può trovare utilizzato per indicare
una conferenza stampa di un personaggio politico che
si sottopone alle domande dei giornalisti.
In Italia, quindi, si utilizza il termine bipartisan
per estensione, partendo dal presupposto di avere lo
stesso sistema politico britannico formato da due
poli compatti, unitari e contrapposti.
Sul modello bipartisan si è recentemente creata
anche la forma monopartisan che utilizza il
prefissoide mono- sul termine partisan
rafforzandone, da una parte, il significato già
esistente, 'di parte', e creando una più netta
contrapposizione, anche scherzosa, al termine
bipartisan.
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: cessione di beni pubblici mobili
e immobili in forma di titoli commercializzabili.
Di recente il termine viene usato comunemente,
soprattutto in ambito giornalistico, per indicare la
cessione, da parte dello Stato, di beni mobili ed
immobili nella forma di titoli negoziabili. In
precedenza, il termine si riferiva alla cessione,
soprattutto da parte di istituti di credito, di
crediti, iscritti a bilancio, a società-veicolo
perché li immettessero sul mercato come titoli
negoziabili.
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Anno:
1997
Ambito d'uso: Linguaggio
tecnico-specialistico economico
Definizione: centesima parte dell'Euro.
Con l'introduzione della moneta unica europea nel
2001, il termine eurocent, già documentato dal 1997,
ha avuto un naturale e prevedibile rilancio.
Si tratta di un composto col prefissoide euro-, già
molto produttivo prima della costituzione
dell'Unione Europea in tutti i composti il cui primo
elemento avesse come referente l'Europa come entità
storico-culturale e geografica (eurocomunismo,
Eurotunnel, euromissile); sfruttatissimo poi per
fare riferimento in maniera più specifica all'Unione
Europea e a tutte le istituzioni ad essa collegate
(eurodeputato, europarlamento, Europol, Eurostat),
ha prodotto una nuova ondata di neoformazioni al
momento dell'introduzione dell'euro, moneta unica
europea, di cui eurocent è senza dubbio una delle
più diffuse e meno effimere (come invece eurochoc,
legato al periodo di adattamento alla nuova moneta),
insieme a Eurolandia e Eurozona, largamente e
comunemente utilizzate.
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Anno:
1998
Prima attestazione: 1998
ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: Insieme dei paesi che hanno
aderito alla moneta unica europea.
Il termine rientra nella serie, recentemente molto
produttiva, dei prefissati con euro-, in questo caso
in unione con la parola inglese land 'paese, terra';
questo tipo di formazioni hanno visto ampia
diffusione soprattutto a partire dal gennaio 2001,
quando l'euro è effettivamente diventato moneta
corrente in Europa. Eurolandia è stato diffuso
attraverso la stampa per indicare in modo sintetico
i paesi che avevano aderito alla moneta unica.
Sinonimo di Eurozona
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Prima
attestazione: 1998
Ambito d'uso: Linguaggio tecnico
Definizione: insieme degli Stati che hanno
aderito alla moneta unica europea.
Sinonimo di Eurolandia, per la trattazione cfr.
eurocent.
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Anno:
1998
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: negozio che vende oggetti-regalo
o souvenir.
Un altro composto similmente diffuso è bookshop,
dall'inglese book 'libro' e shop 'negozio' per
indicare un negozio,che vende cataloghi di mostre o
d'arte in generale, collocato solitamente
all'interno di musei e gallerie.
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Anno:
2002
Prima attestazione: 1887
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: manifestazione pacifica di
protesta in cui i partecipanti si prendono per mano
simulando il girotondo infantile.
Il termine risale originariamente al 1887 e viene
riferito a quel "gioco infantile nel quale i bambini
si prendono per mano formando un circolo e girano al
ritmo di una filastrocca".
Il termine è stato recentemente ripreso per indicare
gruppi di persone che, pur non facendo direttamente
parte di partiti politici o di sindacati, si
riuniscono per esprimere opinioni politiche
tenendosi simbolicamente per mano (simulando quindi
il girotondo infantile) al fine di sensibilizzare
l'attività dei partiti su importanti tematiche
d'attualità.
I "girotondisti" (o "girotondini") , coloro che
prendono parte ai girotondi, non fanno capo ad una
organizzazione identificabile ma si autoconvocano
nelle piazze italiane o davanti alle sedi
amministrative e politiche, cioè decidono
autonomamente di ritrovarsi per manifestare le
proprie opinioni.
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Anno:
1998
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: errore di programmazione che, al
passaggio di millennio, ha impedito in alcuni vecchi
programmi di riconoscere il cambiamento di data,
provocando il blocco dei sistemi informatici.
Dall'inglese millennium 'millennio' e bug 'insetto'.
Blocco dei sistemi informatici dovuto al cambiamento
di millennio nell'indicazione della data.
L'espressione millenium (o millennium) bug (reso con
il calco baco del millennio) si è diffuso con
l'avvicinarsi dell'anno 2000. I computer più vecchi,
infatti, indicavano la data del sistema con due sole
cifre: vale a dire, l'anno 1998 era segnato come
'98'. Il "cambiamento di millennio" poteva quindi
portare a problemi inaspettati, quando le banche
dati informatiche avrebbero datato i nuovi documenti
del 2000 con la cifra '00', creando confusione con
la data '1900' (con conseguenti errori di
ordinamento dei database). Per quanto riguarda il
termine bug, 'baco, bruco', questo è da tempo usato
nel gergo informatico per indicare gli errori
contenuti in (o sistematicamente provocati da) un
programma informatico.
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Anno:
1999
Prima attestazione: 1988
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: comportamento persecutorio, nei
confronti di una persona, solitamente in ambiente
lavorativo.
Originariamente il termine è stato usato nel
linguaggio tecnico specialistico dell'etologia con
il seguente significato:
"1. L'insieme dei comportamenti aggressivi
tipici di alcuni animali, spec. uccelli, nei
confronti di un predatore". Il dizionario riporta
però anche una seconda accezione utilizzata in
ambito socio-psicologico:
"2. Spec. in ambienti di lavoro o comunità,
persecuzione ed emarginazione nei confronti di un
singolo individuo da parte del gruppo in cui è
inserito".
Da questo secondo ambito d'uso deriva la nuova
accezione con cui il termine è stato recentemente
(1999) ripreso nella lingua comune. Si chiama
mobbing quel comportamento molesto, persecutorio
verso un collega, finalizzato ad emarginarlo, a
farlo sentire un intruso.
Il verbo inglese to mob, da cui il termine deriva,
significa infatti 'affollare, assalire' e rimanda
all'immagine dello stormo di uccelli che si scaglia
contro l'intruso. La parola mobbing ha
un'attestazione non recentissima (1988), nel suo
originario significato riferito ad alcuni animali,
specie uccelli, che adottano comportamenti
aggressivi nei confronti di un predatore.
Il termine si è diffuso attraverso la stampa
internazionale ed è entrato nell'uso comune in
seguito a casi di persecuzione in ambiente di lavoro
particolarmente gravi che hanno colpito l'opinione
pubblica e suscitato accesi dibattiti.
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Anno:
2001
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: contrario, che si oppone alla
globalizzazione.
Si tratta di una locuzione inglese composta da no
'contro' e l'aggettivo global 'ciò che è globale, la
globalizzazione', diffusasi in tutto il mondo e
documentata nella lingua italiana almeno dal 2001.
L'aggettivo inglese global 'relativo alla sfera' e
'considerato complessivamente, generale', assume la
nuova accezione di 'mondiale, planetario',
attraverso la polirematica global village 'villaggio
globale' coniata dal sociologo canadese Mc Luhan
(con prima attestazione in inglese nel 1960).
In italiano la locuzione ha funzione sia aggettivale
(es. "i movimenti no global") che sostantivale (es.
"i no global"),
sempre invariabile. È ormai acquisita in italiano, e attestata nei
vocabolari dal 1995, un'altra locuzione che presenta
la stessa forma di no global, no profit (variante
ormai diffusa dell'inglese non profit):
l'immediatezza con cui queste formazioni riescono a
trasmettere il significato che veicolano, ne
garantisce successo e veloce diffusione non solo nei
mezzi di comunicazione di massa, ma nell'uso comune.
No global ha inizialmente indicato il Popolo di
Seattle, organizzazioni, movimenti, persone che
hanno partecipato alla Conferenza di Seattle del
1999 il cui obiettivo era quello di fissare regole
per il commercio mondiale; oggi sono gli stessi no
global a precisare che la loro protesta non è
"contro la globalizzazione", ma per una
globalizzazione diversa, più solidale, che non
sfrutti economicamente i paesi in via di sviluppo,
che tenga conto della molteplicità delle culture e
non tenda ad omologare i modelli di vita di tutti
gli abitanti del nostro pianeta sul modello
occidentale.
Gli obiettivi comuni a tutto il variegato movimento
no global, composto, per la parte italiana, da
associazioni cattoliche, pacifiste, solidaristiche
cui si aggiunge il Laboratorio dei Disobbedienti
(costituito da centri sociali e altre strutture
della sinistra antagonista), sono stati esposti nel
manifesto approvato a Porto Alegre il 4 febbraio
2002: annullamento del debito dei paesi poveri,
istituzione della Tobin Tax (tassa sugli scambi di
valuta), abolizione dei paradisi fiscali, protezione
dell'ambiente e della biodiversità, opposizione alle
privatizzazioni, sostegno ai diritti dei lavoratori,
alla parità tra uomo e donna, diffusione della
democrazia nel mondo, condanna del terrorismo e
della guerra (dopo l'11 settembre hanno dato vita ad
un movimento pacifista).
Tutto questo e molte altre sfumature racchiude la
locuzione no global e i due slogan che accomunano
tutte le componenti del movimento sono: "Un altro
mondo è possibile" e "Un altro mondo è in
costruzione", "un'altra Europa è possibile" "contro
il neoliberismo, la guerra e il razzismo".
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Lingua comune
Definizione: Servizio di inoltro rapido delle
lettere che garantisce la consegna entro il giorno
lavorativo successivo a quello di spedizione.
Si tratta di una forma polirematica, composta da un
sostantivo affiancato da un aggettivo, diffusosi in
seguito all'attivazione del servizio da parte delle
Poste Italiane, che ricalca altre formazioni simili
già presenti nella denominazioni di altri servizi
postali, quali posta ordinaria, posta celere, ecc.
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Anno:
2001
Ambito d'uso: Internet, Pubblicazioni
scientifiche
Definizione: repertorio sistematico di siti
Internet, che contengono informazioni in riferimento
a un particolare argomento, che solitamente affianca
le tradizionali bibliografie relative esclusivamente
a fonti cartacee.
Si tratta di un termine non ancora registrato nei
principali repertori lessicografici, né cartacei né
elettronici, che circola abbastanza diffusamente non
solo in Internet, ma anche nell’editoria,
soprattutto quella di carattere scientifico e
specialistico (largamente diffuso anche nelle tesi
di laurea, tanto che in numerosi siti di professori
universitari si possono trovare istruzioni su come
approntare, oltre che la tradizionale bibliografia,
anche la sitografia). Il composto sitografia ha il
pregio della trasparenza, visto che si forma
attraverso l’aggiunta del suffisso –grafia
(altamente produttivo in italiano e simile al
corrispondente di altre lingue in particolare
all’inglese –graphy), alla base sito, parola
italiana ma fortemente assonante con l’inglese site;
è inoltre immediato il parallelismo con
bibliografia, parola simile per formazione e che
rimanda allo stesso oggetto, con la differenza che
sitografia indica un repertorio di siti invece che
di libri.
Anche se possiamo rintracciare molti esempi di
utilizzo di sitografia, è evidente la difficoltà di
individuare un termine unico per indicare i
repertori di siti Internet: accanto a sitografia,
infatti, si sono affiancati in questi ultimi anni
altri termini coniati per denominare più o meno lo
stesso oggetto, come gli adattamenti dall’inglese
webografia, webliografia, webbibliografia (anche
nella variante webibliografia), linkografia,
netografia e le voci dotte, formate su basi
classiche, istografia (sul greco istos ‘tela,
ragnatela’) e dittografia (sul greco diktuon ‘rete
da pesca’). Questi ultimi due, oltre ad essere poco
trasparenti, hanno il limite di poter essere
confusi, nella lingua comune, con altri termini, uno
della medicina per la vicinanza al termine biologico
istologia, l’altro della filologia in cui la
dittografia indica ‘l’erronea ripetizione di una
lettera o di una parola nella trascrizione di un
testo’. Rispetto a sitografia che rimanda ad una
raccolta di siti, quindi a “luoghi” talvolta anche
molto estesi all’interno dei quali cercare
informazioni, linkografia ha forse il vantaggio di
essere un termine più generico, nel senso che non
vincola a segnalare l’indirizzo d’entrata al sito,
ma punta direttamente alla pagina in cui è contenuta
l’informazione che interessa.
Più difficile risulta l’individuazione delle prime
attestazioni, resa ancora più incerta se
consideriamo che spesso non è possibile datare con
precisione i documenti rintracciabili in rete
mediante i comuni motori di ricerca; tra l’altro,
essendo la sitografia normalmente un elemento di
apparato, possiamo trovare sitografie aggiunte in
date successive, non esplicitate, rispetto alla
pubblicazione in rete del documento. Fatte queste
precisazioni, le più lontane attestazioni del
termine presenti in rete sono contenute in testi di
ambito scolastico e di ricerca redatti tra il 2000 e
il 2001, ma con molta probabilità il termine
circolava già prima.
Per quanto riguarda la frequenza d’uso dei diversi
termini presi in considerazione, possiamo rilevare
che il numero più alto di occorrenze indicizzate da
Google riguarda il termine sitografia con 38.500
occorrenze contro le 8.360 di linkografia e le 5.730
di netografia; per le altre parole i dati sono poco
rilevanti con qualche decina di occorrenze per
webibliografia e nessuna per webgrafia e
webliografia. Confrontando questi dati rilevati nel
giugno 2005 con quelli di novembre 2004 si rileva
una tendenza abbastanza netta verso la preferenza di
sitografia (che passa da 21.900 occorrenze a 38.500)
a scapito di tutti i composti formati sulla base
web- che invece tendono a sparire (webgrafia passa
da 3.080 occorrenze a zero) col dato tendenzialmente
stabile per linkografia (da 5.760 nel novembre 2004
a 5.730 nel giugno 2005).
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: ricatto, nei confronti di
industrie alimentari, attuato attraverso (minaccia
di) sabotaggio dei loro prodotti.
Il termine deriva dal verbo inglese to tamper
'contaminare' ed è entrato in italiano attraverso la
stampa che ha reso noti casi di alterazione dolosa
di prodotti alimentari, cosmetici o farmaceutici
compiuti per screditare, o addirittura, sabotare
grandi industrie e multinazionali.
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Anno:
2000
Prima attestazione: 1987
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: particolare attenzione verso
dettagli tecnici di documenti legali e burocratici.
Derivato dall'inglese technicality (a sua volta
derivato dall'aggettivo inglese technical), il
sostantivo in italiano indica un'attenzione
particolare verso gli aspetti strettamente tecnici
di norme, leggi, regole, atti amministrativi e
burocratici.
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio commerciale
Definizione: pratica di ordinare prodotti di
vario genere attraverso Internet.
Il termine, attestato dal 1999, sta progressivamente
diffondendosi nell'uso comune con l'aumentare della
pratica di acquistare libri, o altri prodotti,
attraverso la rete telematica. Anche il tipo di
formazione, che ricalca il più datato telemarketing
(1986), rende il termine trasparente e ne favorisce
la diffusione.
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio della moda e del
commercio
Definizione: chi 'lancia' nuove mode o
tendenze.
Il termine - usato nel linguaggio comune per
indicare una persona, un luogo o un evento che
creano una 'tendenza' (in inglese trend), una moda -
assume anche un'accezione più ampia per designare
ciò che modifica un qualsiasi andamento di lungo
periodo: ad esempio, in Borsa, l'andamento di un
singolo titolo può fare da trendsetter per tutto un
portafoglio di titoli.
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Anno:
2000
Ambito d'uso: Lingua della pubblicità, lingua
comune
Definizione: Terminale di telefonia mobile di
"terza generazione", dotato di tecnologia UMTS
(Universal Mobile Telecommunications System), in
grado di ricevere e trasmettere immagini in
movimento e di connettersi a Internet con velocità
maggiore e con funzioni migliorate rispetto ai
cellulari dotati, per esempio, di tecnologia WAP
(Wireless Application Protocol).
Nel corso del 2004 sono stati lanciati, soprattutto
dalla compagnia telefonica "3", nuovi servizi di
telefonia mobile la cui fruizione richiede un
terminale "di terza generazione". L’apparecchio è
stato chiamato, in Italia, videofonino.
Il termine è formato dall’unione del prefissoide
video-, molto produttivo in italiano e (tele)fonino,
dal termine colloquiale telefonino, normalmente
impiegato in Italia per designare il telefono
cellulare o cellulare, sia per la scarsa conoscenza
della motivazione tecnica alla base della
denominazione cellulare («In una rete radiomobile
cellulare la copertura si ottiene suddividendo
l’area di servizio in zone [celle] servite da una
stazione radio a cui il terminale mobile in transito
si connette») sia per il particolare rapporto
"affettivo" che sembra esistere, particolarmente nel
nostro paese, con il proprio apparecchio telefonico
portatile.
Il Grande Dizionario Italiano dell’Uso di Tullio de
Mauro lo definisce «nome commerciale», con il
significato di «videocellulare», a sua volta
definito «cellulare che ha la possibilità di
trasmettere anche l’immagine dell’interlocutore».
La prima attestazione, secondo il Grande Dizionario
Italiano dell’Uso di Tullio de Mauro, è del 2003, da
ricercare sul settimanale L’Espresso. Ulteriori
ricerche sembrano però indicare una datazione
diversa. Il termine videofonino possiede una
precedente attestazione documentabile con sicurezza:
la parola è infatti stata registrata da Hutchison
Whampoa Ltd., a cui appartiene H3G, nome ufficiale
della compagnia commercialmente conosciuta come "3",
il 22 ottobre 2002.
Anche anteriormente a tale data, tuttavia, si
trovano vari riferimenti a un primo uso del termine
videofonino in dichiarazioni rilasciate da Salvatore
Cardinale - Ministro delle Comunicazioni prima
dell’attuale Maurizio Gasparri - che curò, nel 2000,
l’asta per le licenze italiane UMTS.
Grazie alle informazioni fornite da Marco Esposito,
Responsabile della Redazione Economica del Mattino
di Napoli, è stato poi possibile risalire a una sua
intervista al Ministro Cardinale, pubblicata su tale
quotidiano il giorno 25 agosto 2000. Proprio in
quell'occasione, con l'intento di ricercare una
definizione più accattivante per l'oggetto fino ad
allora definito tecnicamente "terminale multimediale
personale" - espressione certo poco funzionale dal
punto di vista del marketing - intervistatore,
redazione e intervistato decisero di utilizzare il
neologismo: "Invece di chiamarlo con una sigla
astrusa come Umts, chiamiamolo videofonino", si
legge nell'intervista.
Il termine, nel corso del 2004, con il lancio dei
nuovi servizi di telefonia mobile, è diventato
talmente popolare in Italia da entrare nella
classifica delle parole dell’anno 2004 stilata dalla
redazione online del quotidiano Corriere della Sera.
Per dare, del resto, un’idea della sua ampia
diffusione, si può verificare che con Google se ne
trovano ben 31.000 occorrenze, di cui circa 26.000
in siti in lingua italiana (con la maggior parte
delle altre occorrenze che rimandano comunque al
termine italiano). A ulteriore dimostrazione della
forte affermazione del termine basta considerare che
esso ha già dato origine a una famiglia di termini
correlati, come videofonia (circa 700 occorrenze su
Google), videofonare (125 occorrenze), videofonata
(62 occorrenze).
In alternativa al termine videofonino, proprio per
il suo particolare status di marchio registrato – o
nome commerciale – si utilizza talvolta
videotelefonino, di cui però Google dà meno di 2.000
occorrenze, e videocellulare (392 occorrenze).
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio giornalistico
Definizione: giornalista che realizza servizi
televisivi con una videocamera, senza l'ausilio di
una troupe.
Il termine, composto da video- (prefisso che connota
tutto ciò che ha relazione con l'utilizzazione di
uno schermo) e reporter 'giornalista', è entrato
nell'uso in seguito all'affermarsi della nuova
pratica di realizzare servizi televisivi senza
l'ausilio di troupe, soprattutto in luoghi e
situazioni (si pensi agli inviati di guerra)
rischiose in cui è più agevole fare le riprese da
soli.
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio comune
Definizione: attività sportiva che consiste
nel camminare a passo costante e sostenuto.
Secondo le recenti teorie del wellness ('benessere'
in inglese), una ventina di minuti di esercizio
fisico leggero, come, per esempio, una passeggiata a
passo sostenuto, bastano per mantenersi in forma.
Così come wellness viene usato in contrapposizione
con il più conosciuto fitness, walking si oppone a
jogging 'corsa leggera', sia nella forma che nel
significato.
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Anno:
1999
Ambito d'uso: Linguaggio tecnico
specialistico sportivo
Definizione: impennata della motocicletta che
può sia essere eseguita volontariamente dal
guidatore sia essere conseguenza di un'accelerazione
troppo violenta.
Nelle radiocronache motociclistiche non è raro
sentire usati termini inglesi "tecnici", che si
riferiscono a varie manovre eseguite dai piloti
durante e dopo la gare. Fra questi, wheeling, che
indica una impennata eseguita (o che avviene,
indipendentemente dalla volontà del pilota) con la
motocicletta. Dal punto di vista fisico, è un
"fenomeno che avviene quando la forza di guida
raggiunge un certo limite".
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