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Numero giocatori 2
Età 5+
Preparativi 10–30 secondi
Durata 5–30 minuti
Complessità Media
Strategia Alta
Fortuna Media
Il backgammon è un gioco da tavolo per due
giocatori. Ciascun giocatore possiede 15 pedine che
muove lungo 24 triangoli (punti) secondo il lancio
di due dadi. Lo scopo del gioco è riuscire per primi
a rimuovere tutte le proprie pedine dalla tavola,
cercando nel contempo di bloccare l'avversario e di
evitare le sue azioni di disturbo.

STORIA
L'origine del backgammon viene comunemente fatta
risalire a circa 5000 anni fa per la scoperta di un
suo presunto lontano predecessore trovato nella
tomba di un re sumero durante gli scavi nell'antica
città mesopotamica di Ur, nell'attuale Iraq. Una
successiva scoperta, però, sembra poter anticipare
la data di nascita di circa 100-200 anni e
trasferire il luogo di nascita nell'attuale Iran a
causa del ritrovamento di una tavola durante gli
scavi archeologici della città di Burnt nella
provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan.
È probabile che successive migrazioni ne abbiano
permesso una diffusione estensiva sia verso
Occidente che Oriente favorendo la nascita di
numerose varianti. Vista la sua antichissima origine
è facile comprendere come siano potute nascere col
tempo anche numerose leggende sulla sua paternità.
Una di queste attribuisce l'invenzione al re di
Persia Ardashir Babakan, della dinastia dei
Sasanidi, un'altra ad un antico saggio indiano di
nome Qaflan. Una variante di nome Sennet si doveva
giocare anche nell'antico Egitto. Sono state trovate
delle tavole risalenti al 1500 a.C. nella tomba di
Tutankhamen così come degli affreschi raffiguranti
delle tavole simili a quella attuale.
La diffusione della tavola, nelle sue diverse
varianti, non si arresta e raggiunge la Grecia:
Platone accenna alla popolarità di cui un gioco
simile godeva tra i Greci. Sofocle ne attribuisce
l'invenzione a Palamede che in tal modo passava il
tempo durante il lungo assedio alla città di Troia.
Omero lo menziona nell'Odissea.
Un gioco costituito da una tavola e tre dadi si
conquista il suo posto d'onore anche nell'antica
Roma; era conosciuto come Ludus Duodecim Scriptorum
("gioco delle dodici linee"), che successivamente
prese il nome, probabilmente anche subendo delle
modifiche, di Alea ("dado") o Tabula ("tavola").
Il gioco doveva essere molto diffuso in tutte le
classi sociali. Svetonio, nelle sue Vite di dodici
Cesari, descrive così l'interesse maniacale che
l'imperatore Claudio nutriva per quel gioco: «Con
gran passione giocava ai dadi, su la quale arte mise
fuori anche un libro; e soleva giocare anche in
viaggio, facendo adattare il cocchio e il tavoliere
in modo che il giuoco non si scompigliasse». Invece
gli scavi di Pompei riportarono alla luce dei
dipinti murali all'interno di una taverna che
raffigurano lo svolgimento di una partita a tabula,
terminata tra reciproci insulti.
Le legioni romane permisero una certa diffusione del
gioco (in Britannia era appunto conosciuto col nome
di Tables), ma probabilmente esso seguì le sorti
della caduta dell'Impero, perdendo via via di
popolarità.
In Asia veniva giocata una versione chiamata Nard
già prima del IX secolo che differiva dalla Tabula
principalmente per l'uso di due soli dadi. In Cina
si diffuse col nome di T'shu-p'u, in Giappone era
invece chiamato Sugoroku.
Una rinascita del gioco in Europa si ebbe durante le
Crociate, quando i soldati conobbero la versione del
tawla dagli Arabi (takht-e nard, o semplicemente
Nard, in persiano).
Nonostante i numerosi tentativi da parte della
Chiesa di bandire il gioco perché ritenuto
d'azzardo, la sua diffusione nel Medioevo fu tale
che gli storici contano diverse varianti allora in
voga, come: Tavola Reale in Italia, Tables Reales in
Spagna, Tavli in Grecia, Tavla in Turchia, Tric Trac
in Francia, Backgammon o Tables in Gran Bretagna,
Puff in Germania, Vrhcaby in Cecoslovacchia,
Swan-liu in Cina, Golaka-Krida in India.
Bisogna però attendere il 1743, con la pubblicazione
del breve trattato ad opera di Edmond Hoyle, per
avere una prima organica codifica delle regole del
backgammon. Il dado del raddoppio invece fu
inventato negli Stati Uniti solo nel 1928. |
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