| |
ARISTOTELE PROTAGONISTA DELLA FILOSOFIA GRECA
Haud dubie Aristoteles
Graeciae summus philosophus fuit atque eius doctrina
quasi fundamentum etiam philosophiae nostrae aetatis
est. Iuvenis admodumcum patrem amisissetin cuiusdam
tutoris potestate fuitqui ut studia excoleret
Athenas eum misit. In illa urbe iuvenis a
philosophis atque viris doctis adeo captus estut
ipse quoque philosophiae se dederet. Nam Platonis
frequens auditor fuitqui Academiam institueret. Cum
autem Plato e vita excessitAristoteles primum Axum
in Mysiaconcessitubi philosophorum scholae
praefuitdeinde in Macedoniam. Huc enim Philippus rex
eum advocaveratut Alexandrum filium omnibus
disciplinis erudiret;atque discipulus perpetua et
constanti amicitia cum Aristotele iunctus est.
Postremo cum Athenas revertissetibi Lyceum
condiditclaram philosophorum scholamquae ita
nominabatur quia posita erat in quodam aedificio
Apollini Lycio olim dicato
TRADUZIONE
Senza dubbio Aristotele
fu il massimo filosofo della Grecia e la sua
dottrina è in un certo qual modo fondamento anche
della filosofia dela nostra età. Molto
giovane,avendo perso il padre,fu sotto il controllo
di qualche tutore,che lo mandò ad Atene per
coltivare gli studi.In quella città il giovane fu a
tal punto conquistato da filosofi e uomini dotti che
anche egli stesso si dedicò alla filosofia.Infatti
fu assiduo discepolo di Platone,il quale istituì
l'Accademia.In seguito quando Platone
morì,Aristotele si recò prima ad Asso,in Misia,dove
fu a capo di una scuola di filosofi,poi in
Macedonia.Qua infatti il re Filippo lo
convocò,affinchè istruisse il figlio Alessandro in
tutte le discipline;e l'allievo si unì con
Aristotele in perpetua e costante amicizia.Infine
essendo ritornato ad Atene,lì fondò il Liceo,famosa
scuola di filosofi,che fu chiamata così perchè era
posta in un edificio un tempo consacrato ad Apollo
Licio.
ARACNE FA UNA BRUTTA FINE
Dea Minerva pugnam
accepit sed puellam punivit quia nimia superbia
inflata erat. Puella magna peritia pulchram telam
texit et amatorias fabulas pinxit; dea autem mira
industria summoque artificio lina texit et Olympios
deos pinxit. Tandem Aeachne dea peritia victa est:
tum Minerva Lydiae puellae operam violenta ira
scidit et sic dixit:”Quia insolentiam erga deos et
superbiam miseram ostendisti telas in perpetuum
texes!”; statim puellam in araneam vertit
TRADUZIONE
La dea Minerva accettò
la sfida ma punì la fanciulla, poichè era troppo
superba. La fanciulla tesseva con grande abilità una
bella tela e raffigurava le favole d'amore; la dea,
invece con grande abilità e sommo artificio tesseva
il lino e rappresentava gli dei dell'Olimpo. la dea
venne sconfitta dalla perizia di Aracne, così
Minerva distrusse con violenta ira l'opera della
fanciulla e così disse: "Poichè hai mostrato verso
gli dei l'insolenza e una misera superbia, tesserai
di continuo le tele!". Subito trasformà la fanciulla
in ragno.
TESEO LIBERA GLI ATENIESI DAL TRIBUTO A MINOSSE
Androgeus
Minois Cretae regis filius multa certamina in
Athenarum ludis vicerat ; quare Athenienses immerito
irati Androgeum dolo necaverant . Itaque Minos quia
filii mortem vindicare cupiebat Atheniensibus bellum
movet et post victoriam eis nefarium tributum
imponit: quotannis athenienses in insulam Cretam
septem iuvenes septemque virgines mittere debebant.
Illic miseri iuvenes a rege in Labyrintho
claudebantur ubi a Minotauro monstro Horrendo Minois
filio vorabantur. Tum Theseus Aegei Athenarum regis
filius cum paucis comitibus Athenis solvit et ad
Cretam navigat ubi Ariadna Minois filia amore erga
Theseum impulsa rectum iter per Labyrinthum ei
ostendit atque licii glomus dinat. Theseus glomus
evolvens in Labyrinthum intrat Minotauri conclave
invenit monstrum necat et licium revolvendo exitum
reperit. Itaque Theseus Athenienses a nefario
tributo liberat et cum Ariadna comitibusque victor
in patriam revertit
TRADUZIONE
Androgeo,
figlio del re di Creta Minosse, aveva vinto molte
gare nei giochi degli Ateniesi, per questo gli
Ateniesi, ingiustamente irati, aveva ucciso con un
inganno Androgeo. Così Minosse, poichè voleva
vendicare la morte del figlio, mosse guerra agli
Ateniesi e dopo la loro vittoria, impose un empio
tributo: ogni anno gli Ateniesi dovevano mandare
nell'isola di Creta sette fanciulli e sette vergini.
Lì i giovani venivano chiusi nel labirinto dal re,
dove venivano divorati dal Minotauro, orribile
mostro figlio di Minosse. Allora Teseo, figlio del
re degli Ateniesi Egeo, li salpò con pochi compagni
ateniesi e navigò verso Creta, dove Arianna, figlia
di Minosse, spinta dall'amore per Teseo, gli mostrò
il giusto itinerario attraverso il labirinto e gli
diede un gomitolo di lana. Teseo, sdrotolando il
gomitolo, entrò nel labirinto, trovò la stanza del
minotauro, e uccise il mostro, riavvolgendo la lana,
trovò la via d'uscita. E così Teseo liberò gli
Ateniesi dall'ingiusto tributo e ritornò vincitore
in patria con Arianna e i compagni |
|