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L'introduzione della "lira italiana" va fatta
risalire al periodo napoleonico.
La lira venne adottata alla seconda campagna
d'Italia con la ricostituzione della Repubblica
Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802),
trasformatasi poi nel Regno d'Italia (marzo 1805).
Le prime emissioni dalle zecche di Milano, Bologna e
Venezia si ebbero nel 1807, con monete da 40, 5 e 2
lire; l'anno successivo vennero coniate anche monete
da 20 lire e da 1 lira, caratterizzata da un peso di
5 g ed un titolo d'argento di 900/1000.
Dopo la fine del Regno d'Italia nel 1814, la lira
riappare nel 1815 nel Ducato di Parma e Piacenza con
l'introduzione della monetazione decimale da parte
della duchessa Maria Luigia di Asburgo. Il taglio
delle monete era da 1, 2, 5, 20 e 40 lire.
Nel 1861, con la riunificazione dell'Italia sotto i
Savoia, la lira torna ad essere la valuta italiana
ed il 24 agosto 1862 ebbe corso legale e sostituì
tutte le altre monete circolanti nei vari stati
pre-unitari: 1 lira da 5 g di argento al titolo
835/1000 corrispondeva a 0,29 g d'oro fino oppure a
4,495 g d'argento fino.
A causa della crescita del debito pubblico
susseguente all'unificazione, nel 1866 per la lira
viene stabilito il corso forzoso, con una limitata
convertibilità ristabilita nel 1892. Nel 1893 viene
messa in liquidazione la Banca Romana e creata la
Banca d'Italia, con una copertura aurea di almeno il
40% delle lire in circolazione.
Alla morte di Umberto I (1900), gli successe il re
Vittorio Emanuele III, un appassionato di
numismatica.
L'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale,
con la conseguente penuria di metallo, fece
ripristinare il corso forzoso, abolito nel 1909 e
che durò fino al 1927, quando 1 lira corrispondeva a
0,07919 g di oro fino. L'obbligo della copertura in
oro venne abolito nel 1935 e nel 1936 la valutazione
venne portata a 0,04677 g.
La convertibilità venne ripristinata nel 1960 grazie
all'ammissione al Fondo Monetario Internazionale,
con una lira corrispondente a 0,00142 grammi d'oro o
a 625 lire per dollaro.
Il 1° gennaio 2002, con l'entrata in circolazione
dell'euro, si aprì una fase di doppia circolazione
con l'euro: le lire vennero ritirate definitivamente
il 1° marzo 2002, anche se le banconote e le monete,
con corso legale fino a quella data, possono essere
ancora scambiate presso le agenzie della Banca
d'Italia fino al 29 febbraio 2012.
Il tasso di conversione era di 1936,27 lire italiane
per 1 euro. |
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