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La müsa o müsa appenninica, è uno strumento musicale
della famiglia delle cornamuse, ad ancia doppia con
bordone ad ancia semplice, intonata in do con la
sensibile si.
Venne utilizzata fino agli anni trenta del secolo
scorso, prima di essere sostituita dalla
fisarmonica, come strumento di accompagnamento del
piffero, per le musiche delle "quattro province" che
costituiscono l'area culturale formata dalle valli
montane delle province di Pavia, Alessandria, Genova
e Piacenza. Nella provincia di Piacenza era diffusa
nelle valli della parte ovest: val Trebbia, val
Tidone, val Luretta, val Boreca, mentre nelle valli
ad est, dalla val Nure fino alla provincia di Parma
si usava la piva emiliana.
PARTI DELLO STRUMENTO:
La müsa è composta da una canna con fori digitali (chanter
o canna del canto), da una canna di bordone che
emette un unico suono e da una detta insufflatore.
Tutte e tre sono inserite in un otre di pelle che
costitusce il serbatoio dell'aria.
- Il chanter, ad
ancia doppia, è costruito in un unico pezzo di
legno, lavorato al tornio, con sette fori (quindi
mancante del foro per il pollice; la nota che manca
si ottiene ottavizzando lo strumento) per le dita
nella sua parte anteriore, il foro per il mignolo è
doppio per permettere l'uso dello strumento a
destrimani e mancini (quello non utilizzato viene
tappato con cera). Possiede altri fori chiusi detti
di intonazione.
- Il bordone, ad
ancia semplice, è costituito da due pezzi, lavorati
al tornio, all'estremità ha dei fori di intonazione
che vengono tenuti aperti o chiusi con la cera per
modificare l'intonazione. Il bordone è intonato in
sol (tonica) o re (dominante), e questa possibilità
di scelta costituisce un caso straordinario nel
panorama delle cornamuse europee: solo una svedese,
detta säckpipa, anch'essa attualmente in disuso,
possiede un bordone con fori per modificare
l'altezza del suono prodotto. La canna di bordone
viene tenuta appoggiata all'avambraccio, a
differenza della piva emiliana che avendo due
bordoni appoggia il bordone maggiore sulla spalla e
quello minore sull'avambraccio.
- L'otre o baga è
in pelle conciata, tradizionalmente di capretto, che
viene cucita nella parte posteriore e si utilizzano
le aperture di collo e zampe anteriori per l'iserimento
dell'insuflatore, del chanter e del bordone.
- L'insufflatore,
con valvola di non ritorno, permette al musicista di
immettere il fiato dentro l'otre che lo distribuisce
in modo costante a chanter e bordone, con la
pressione che l'avambraccio esercita sull'otre
stessa.
Alcuni chanter e bordoni di müsa provenienti dal
laboratorio del Grixiu (famoso costruttore di
pifferi di Cicagna) raccolti da Ettore Guatelli sono
conservati al Museo etnografico di Ozzano Taro (PR).
Recentemente alcuni suonatori, Piercarlo Cardinali
dei I Müsetta, Stefano Faravelli degli Enerbia,
Fabio Zanforlin dei Suonatori di Menconico (PV) e
Daniele Bicego degli Epinfrai, hanno cominciato a
reintrodurre nuovamente la müsa nei balli da piffero
e il costruttore Ettore Losini detto Bani le
costruisce nel suo laboratorio di Degara di Bobbio
(PC).
La müsa dava il nome, e ha continuato a farlo ben
oltre la sua andata in disuso, alla coppia di
musicisti tipica delle quattro province i Müsetta,
che suonavano prima piffero e müsa, poi piffero e
fisarmonica, oggi è il nome di un gruppo musicale
della val Trebbia.
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