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L'arpa celtica, o gaelica (detta in irlandese
clársach), è uno strumento a corde del folklore dei
paesi europei di area celtica (Irlanda in primis di
cui è lo strumento "principe"), ma anche la Scozia e
il Galles nelle Isole Britanniche, e la Bretagna in
Francia. L'arpa celtica si differenzia dall'arpa
classica (quella usata nelle orchestre sinfoniche)
per vari motivi:
- l'arpa celtica
è più piccola rispetto all'arpa classica,
- a differenza
della grande arpa da concerto, l'arpa celtica non ha
i pedali, ma ha le chiavi, chiamate lever, con cui
si ottengono i semitoni,
- le corde delle
arpe celtiche antiche erano metalliche oppure di
budello di pecora, ma oggigiorno possono essere
anche in nylon oppure in carbonio,che si possono
suonare con i polpastrelli, mentre le corde in
metallo si suonano con le unghie.
Gli antenati dell'arpa celtica devono essere
ricercati nelle arpe dei Babilonesi, degli Assiri e
degli Egizi. La più antica arpa celtica arrivata a
noi è quella del Re Brian Borù, conservata al
Trinity College di Dublino, databile intorno al XIV
secolo. Intorno all'anno Mille i bardi dei Celti
possiedono due tipi di arpa: una con tutte le corde
in metallo, un'altra con le corde in budello e la
cassa di risonanza intagliata da un tronco di
salice. Gli arpisti formavano una corporazione di
tipo ereditario ed erano organizzati come un ordine
religioso. L'arpista era tenuto in grande
considerazione da tutte le corti dove esercitava la
sua arte, accompagnando le sue innumerevoli storie
che parlavano di amore, di guerra, di amicizia, di
magia, ed era tale la sua influenza sul popolo che
nel XV e nel XVI secolo molti sovrani emanarono
leggi per limitare il potere dei bardi. Gli ultimi
bardi irlandesi si chiamano O'Neill, Hempson, ma
soprattutto Turlough O'Carolan, arpista cieco, vera
pietra miliare e riferimento ancora attuale per gli
arpisti dei nostri tempi, ma dopo di essi, il buio
per alcuni secoli. Nel 1950 in Bretagna si assiste
ad un revival dell'arpa celtica per merito di Denise
Mégevand, professoressa di arpa di Alan Stivell il
quale diventerà il bardo degli anni '70 riportando
con La Renaissance del la Harpe Celtique in auge
musiche e repertori che erano stati fino a quel
momento ignorati dal pubblico giovanile del tempo e
disprezzati dagli arpisti classici.
Oggi ci sono moltissimi arpisti che suonano questo
strumento e si occupano di musica tradizionale, tra
cui Grainnè Hambly, Janet Harbison, Alan Stivell,
Cormac de Barra, Enzo Vacca, Dominig Bouchaud,
Vincenzo Zitello, Ettore Netti, Enrico Euron e tanti
altri.
Inoltre l'arpa irlandese è anche il simbolo della
tipica birra irlandese: la Guinness
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