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L'arpa è
uno strumento musicale cordofono a pizzico.
Esistono vari tipi di arpe. Per quello che riguarda
la musica popolare e tradizionale, molte culture e
geografie hanno tra i propri strumenti qualche
variante di arpa: si ha così l'arpa celtica, le
varie arpe africane, indiane, ed altre ancora.
In ambito occidentale, il termine arpa non
altrimenti specificato si riferisce quasi sempre
all' arpa da concerto a pedali, della quale esistono
varianti acustiche ed elettriche.
L'arpa da concerto a pedali è dotata di 47 corde
tese tra la cassa di risonanza e una mensola detta
"modiglione", con un'estensione di 6 ottave e mezza
e intonato in do bemolle maggiore. I suoni estranei
a questa tonalità si possono ottenere agendo su 7
pedali a doppia tacca; ogni corda è in grado di
produrre tre note diverse ed è possibile costruire
una scala cromatica. L'arpa è costituita
complessivamente da 1.415 pezzi differenti che sono
necessari alla sua fabbricazione

STORIA
L'arpa ha un'origine antichissima: deriva dal
cosiddetto arco musicale. I primi ad avere in uso
l'arpa furono gli Egiziani circa nel 3000 a.C.. Se
ne conserva un esemplare che è stato datato circa al
2700 a.C. ritrovato a Ur (nell'odierno Iraq) da sir
Leonard Woolley. L'arpa di cui parliamo era
curvilinea e viene ancora costruita in Africa.
Presso gli Egiziani e gli Assiri venivano costruite
arpe di varia foggia ed aventi un numero tra loro
differente di corde (sembra che se ne avessero fino
a 22).
L'uso dell'arpa probabilmente era anche conosciuto
dal popolo ebraico mentre fu disdegnato dai Greci e
dai Romani a tutto vantaggio della lira e della
cetra.
L'arpa ricomparve in Europa, durante il IV secolo,
presso le popolazioni nordiche (in particolare
irlandesi ed anglosassoni) e da lì si diffuse nel
resto del continente dove venne particolarmente
usata nel genere musicale del Minnesang nel XII
secolo.
L'arpa divenne molto comune nel XIV secolo come
accompagnamento per i canti o le danze.
Questo strumento ha subito notevoli modifiche
nell'arco dei secoli e, a partire dal 1607, dopo che
Monteverdi la utilizzò nell'Orfeo, fu accolta
nell'orchestra.
Con l'aggiunta di varie modifiche tecniche l'arpa
conquistò secoli e paesi. In Francia la scuola
d'arpa fu particolarmente brillante nella seconda
metà del XVIII secolo ove furono fabbricate arpe
decorate in modo sfarzoso, alcune delle quali sono
ancora conservate presso il Museo del Conservatorio
di Parigi, il Museo della Scienza e della Tecnica di
Monaco, il Museo dell'arpa Victor Salvi.
Nicolas Bochsa (1789-1856) fu uno dei più grandi
arpisti del XIX secolo così come il suo allievo
Elias Parish Alvars.
Nel 1811 nacque a Londra l'arpa a doppio movimento,
tutt'ora in uso a brevetto del francese Sébastien
Erard. L'arpa moderna fu poi perfezionata nel corso
del medesimo secolo. |
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