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IMMAGINE |
NOME |
ANNO |
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La barca
di Dante |
1822 |
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Donne di
Algeri nei loro appartamenti |
1834 |
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Ingresso
dei crociati a Costantinopoli |
1840 |
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La
libertà che guida il popolo |
1830 |
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Il
massacro di Scio |
1824 |
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La
morte di Sardanapalo |
1827 |
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Ferdinand Victor Eugène Delacroix (Saint-Maurice, 26
aprile 1798 – Parigi, 13 agosto 1863) è stato un
artista e pittore francese, considerato fin
dall'inizio della sua carriera il principale
esponente del movimento romantico del suo paese.
La suggestiva pennellata tipica di Delacroix e il
suo studio sugli effetti ottici ottenibili per mezzo
del colore influenzarono profondamente l'opera degli
impressionisti, mentre la sua passione per i temi
esotici fu fonte di ispirazione per gli artisti del
movimento simbolista. Abile litografo, Delacroix
realizzò illustrazioni per diverse opere di
Shakespeare, Sir Walter Scott e Goethe.
Contrariamente al suo principale rivale Ingres, che
ricercava nelle proprie opere il perfezionismo
tipico dello stile neoclassico, Delacroix prese
spunto dall'arte di Rubens e dei pittori del
Rinascimento veneziano, ponendo maggiore enfasi sul
colore e sul movimento piuttosto che sulla nitidezza
dei profili e sulla perfezione delle forme. Le opere
della sua maturità furono caratterizzate dalle
tematiche romantiche, che lo spinsero a viaggiare in
Nordafrica in cerca di esotismo, invece di
avvicinarsi ai modelli classici greci e romani.
Amico ed erede spirituale di Théodore Géricault,
Delacroix fu ispirato anche da Byron, con cui
condivise la forte fascinazione per le "sublimi
forze" della natura e le loro manifestazioni spesso
violente.
Delacroix tuttavia non cadde mai nel sentimentalismo
né nell'ampollosità, e il suo modello di
romanticismo fu quello di un individualista. Citando
le parole di Baudelaire, "Delacroix amò
appassionatamente la passione, ma fu freddamente
determinato ad esprimere la passione stessa nel modo
più chiaro possibile."
Delacroix nasce a Charenton (Saint-Maurice), nel
dipartimento della Valle della Marna (regione dell'Île-de-France),
nei pressi di Parigi.
Ci sono motivi per credere che suo padre, Charles
Delacroix, all'epoca del concepimento di Eugène
fosse sterile, e che il suo vero padre sia in realtà
Talleyrand, che frequenta la famiglia, che sarà il
successore di C. Delacroix come ministro degli
esteri e a cui in età adulta Eugène assomiglierà sia
nell'aspetto che nel carattere. Nel corso della sua
carriera di pittore rimarrà sotto la protezione
prima dello stesso Talleyrand, ed in seguito di suo
nipote, Charles Auguste Louis Joseph Demorny, duca
de Morny, fratellastro di Napoleone III e presidente
della camera dei deputati francese.
Compie i primi studi al liceo Louis-le-Grand, dove
si immerge nella lettura dei classici e vince alcuni
premi per la sua abilità nel disegno. Nel 1815
inizia il suo apprendistato sotto la guida di
Pierre-Narcisse Guérin, seguendo lo stile
neoclassico di Jacques-Louis David. Una delle prime
opere a tema religioso che gli vengono
commissionate, La Vergine delle Messi (1819), mostra
una certa influenza raffaellesca, ma un'opera
successiva dello stesso tipo, La Vergine del Sacro
Cuore (1821), fa già intravedere un'interpretazione
più libera. Questi lavori sono precedenti
all'impatto che avranno su di lui lo stile sfarzoso
e ricco di colori del pittore fiammingo Peter Paul
Rubens (1577-1640) e quello del suo amico Théodore
Géricault, le cui opere rappresentano l'esordio del
movimento romantico nel mondo dell'arte figurativa.
L'impressione suscitata in lui da La zattera della
Medusa di Géricault è profonda e spinge Delacroix a
realizzare il suo primo grande dipinto, La barca di
Dante, che viene accettata dal Salon di Parigi nel
1822. L'opera suscita un certo scalpore e viene
derisa e denigrata dal pubblico e dal modo
accademico, anche se viene acquistata dallo Stato
per la Galleria di Lussemburgo; il rifiuto delle sue
opere di un'ampia parte del pubblico sarà una
costante della sua carriera, contrastato però dal
robusto sostegno di illuminati ammiratori.
Alla vendita all'asta delle sue opere che si tenne
nel 1864 a Delacroix furono attribuite 9.140 opere,
tra cui 853 dipinti, 1.525 pastelli e acquarelli,
6.629 disegni, 109 litografie e 60 libretti di
schizzi preparatori Il numero e la qualità dei
disegni, sia che fossero stati fatti con
l'intenzione di sfruttarli in seguito per lavori più
impegnativi o solo per catturare una scena piacevole
e spontanea, fa risaltare la sua affermazione: "il
colore mi occupa sempre, ma disegnare cattura la mia
attenzione".
Delacroix dipinse numerosi autoritratti e un certo
numero di ritratti che sembrano essere stati
realizzati per puro piacere, tra i quali quello del
barone Schwiter, un piccolo olio che ritrae il
violinista Niccolò Paganini e un doppio ritratto dei
suoi due amici, il compositore Frédéric Chopin e la
scrittrice George Sand; il quadro fu tagliato in due
dopo la sua morte ma i due ritratti sopravvivono
singolarmente.
Talvolta Delacroix dipinse dei semplici paesaggi (Il
mare a Dieppe, 1852) e nature morte (Natura morta
con aragoste 1826-27), dipinti in cui si vede con
chiarezza la sua abilità esecutiva. È conosciuto
anche per i suoi Diari, in cui esprimeva i suoi
pensieri sull'arte e sulla vita dell'epoca.
Un'intera generazione di impressionisti fu ispirata
dall'opera di Delacroix. Renoir e Manet fecero delle
copie dei suoi dipinti e Degas acquistò il ritratto
del barone Schwiter per la propria collezione
personale. Il suo lavoro sulla parete della chiesa
di S. Sulpice è stato definito "il miglior affresco
della sua epoca".
A Delacroix è stato intitolato il cratere Delacroix,
sulla superficie di Mercurio.
L'artista cinese contemporaneo Yue Minjun ha
realizzato una propria reinterpretazione del quadro
di Delacroix Il massacro di Scio con lo stesso nome:
l'opera è stata venduta da Sotheby's nel 2007 per
quasi 4,1 milioni di dollari. |
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