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IMMAGINE |
NOME |
ANNO |
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Acrobata
e giovane equilibrista |
1905 |
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Arlecchino |
1917 |
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Autoritratto |
1901 |
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La
Celestina |
1904 |
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Corrida |
1934 |
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Donna che piange |
1937 |
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Guernica |
1937 |
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Margot |
1901 |
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Minotauromachia |
1935 |
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Natura morta con sedia impagliata |
1912 |
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Pablo Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8
aprile 1973) è stato un pittore spagnolo di fama
mondiale, è considerato uno dei maestri della
pittura del XX secolo. Usava dire agli amici di
considerarsi «anche un poeta». Picasso è figlio di
María Picasso López e di José Ruiz Blasco, anch'egli
pittore ed insegnante.
Pablo Picasso nacque a Málaga, in Spagna,
primogenito di José Ruiz y Blasco e María Picasso y
López che aveva ascendenze, in parte, italiane (il
bisnonno materno, Tommaso, lasciò il comune ligure
di Sori per stabilirsi a Malaga).
Il padre di Picasso, José Ruiz, era un pittore
specializzato nella rappresentazione naturalistica
(soprattutto degli uccelli), in vita fu professore
presso la locale scuola di belle arti e curatore di
un museo. Il giovane Picasso manifestò sin da
piccolo passione e talento per il disegno; secondo
la madre la prima parola da lui pronunciata fu "piz",
abbreviazione dello spagnolo lapiz, "matita". Fu il
padre ad impartire a Picasso le basi formali
dell'arte figurativa, quali il disegno e la pittura
a olio. Picasso non completò i corsi superiori
all'Accademia di San Fernando di Madrid, lasciando
l'istituto entro il primo anno di studi.
Nei primi anni del XX secolo, a Parigi, il giovane
Picasso iniziò una lunga relazione affettiva con
Fernande Olivier. È lei che appare ritratta in molti
dei quadri del "periodo rosa". Fu lasciata per
Marcelle Humbert, che Picasso chiamava Eva,
inserendo dichiarazioni d'amore per lei in molti dei
suoi quadri cubisti.
Picasso frequentava i quartieri di Montmartre e
Montparnasse, annoverando tra le sue amicizie André
Breton, Guillaume Apollinaire e la scrittrice
Gertrude Stein. Sposato due volte, ha avuto quattro
figli da tre donne diverse e numerose relazioni
extra-coniugali.
Nel 1918 sposò a Parigi Olga Khokhlova, una
ballerina della troupe di Sergei Diaghilev, per cui
Picasso stava curando il balletto Parade. La
Khokhlova introdusse Picasso nell'alta società
parigina degli anni venti. I due ebbero un figlio,
Paulo, che successivamente si dedicherà alle corse
motociclistiche. L'insistenza della moglie sul
corretto apparire in società collideva però con lo
spirito bohémien di Picasso creando tra i due motivo
di continua tensione. Nel 1927 Picasso conobbe la
diciassettenne Marie-Thérèse Walter e iniziò una
relazione con lei. Il matrimonio con Olga Khokhlova
si concluse in una separazione anziché in un
divorzio perché secondo le leggi francesi un
divorzio avrebbe significato dividere equamente le
proprietà della coppia tra i due coniugi, cosa che
Picasso non volle fare. I due rimasero legalmente
sposati fino alla morte della Khokhlova, avvenuta
nel 1955.
Dalla relazione con Marie-Thérèse Walter nacque la
figlia Maia. Marie-Thérèse visse nella vana speranza
di unirsi in matrimonio all'artista e si suiciderà
impiccandosi quattro anni dopo la sua morte.
Anche la fotografa Dora Marr fu amica e amante di
Picasso. I due si frequentarono spesso tra la fine
degli anni trenta e l'inizio degli anni quaranta; fu
lei a documentare la realizzazione di Guernica.
Dopo la liberazione di Parigi nel 1944, Picasso
divenne il compagno di una giovane studentessa
d'arte, Françoise Gilot. Insieme ebbero due figli,
Claude e Paloma. Fu lei, unica tra le tante, a
lasciare l'artista, stanca delle sue infedeltà.
Dopo l'abbandono di Françoise Gilot, Picasso passò
un brutto periodo; molti dei disegni a china di
quella stagione riprendono il tema di un nano
vecchio e brutto come contrappunto ad una giovane
ragazza, mostrando come Picasso, ormai sulla
settantina, inizi a percepire sé stesso come
grottesco e poco attraente. Tra quei disegni vi sono
quelli dedicati a Geneviève Laporte, che lei metterà
successivamente all'asta nel giugno del 2005.
Non rimase tuttavia solo per molto tempo; conobbe
Jacqueline Roque alla Madoura Pottery, mentre
lavorava alla produzione di ceramiche da lui
decorate. I due rimasero insieme fino alla morte
dell'artista, sposandosi nel 1961.
Oltre alla sua produzione artistica, Picasso ebbe
anche una carriera cinematografica, apparendo in
alcuni film sempre nel ruolo di sé stesso. tra i
cameo, la sua apparizione nel Testamento di Orfeo di
Jean Cocteau. Collaborò inoltre alla realizzazione
del film Il mistero Picasso di Henri-Georges Clouzot.
Pablo Picasso morì per un attacco di cuore l'8
aprile 1973 a Mougins, in Provenza, dove aveva fatto
erigere la propria residenza. Alcune biografie
accennano al fatto che Picasso prima di morire abbia
pronunciato il nome del suo presunto rivale: Amedeo
Modigliani[senza fonte]. Fu sepolto nel parco del
castello di Vauvenargues.
Picasso rimase neutrale durante la guerra civile
spagnola, la prima e la seconda guerra mondiale,
rifiutandosi di prendere posizione per qualsiasi
parte. Non si espresse mai al riguardo, ma
incoraggiò l'idea che ciò fosse dovuto alle sue
convinzioni pacifiste, di cui i suoi contemporanei
non furono però completamente convinti.
In quanto cittadino spagnolo residente in Francia,
non fu obbligato a combattere contro l'invasore
tedesco nelle due guerre mondiali; durante la guerra
civile spagnola gli spagnoli residenti all'estero
non erano obbligati ad arruolarsi, avrebbe potuto
far ritorno in Spagna aggregandosi sia al fronte
falangismo che a quello repubblicano. Attraverso la
sua arte espresse tuttavia condanna e rabbia contro
Franco e il franchismo.
Rimase inoltre distante dal movimento
indipendentista catalano, benché durante gli anni
giovanili esprimesse un generale supporto e amicizia
a numerosi dei suoi attivisti. Nessun movimento
politico sembrava coinvolgerlo in grande misura, ciò
nonostante si iscrisse al partito comunista
francese.
Durante la seconda guerra mondiale Picasso rimase
nella Parigi occupata dai tedeschi. Il regime
nazista disapprovava il suo stile, pertanto non gli
fu permesso di esporre. Riuscì inoltre a eludere il
divieto di realizzare sculture in bronzo, imposto
dai nazisti per economizzare il metallo.
Uno dei più famosi lavori di Picasso è "Guernica",
tela dedicata al bombardamento della cittadina basca
di Guernica ad opera dei tedeschi, in cui sono
rappresentate la disumanità, la brutalità e la
disperazione della guerra. Quello di Guernica fu
infatti il primo bombardamento aereo contro una
popolazione civile inerme che la storia ricordi.
Dopo la seconda guerra mondiale Picasso si
reiscrisse al partito comunista francese e partecipò
ad una conferenza internazionale per la pace in
Polonia. Le critiche del partito rivolte ad un suo
ritratto di Stalin ritenuto insufficientemente
realistico raffreddarono tuttavia il suo impegno
politico, anche se rimase membro del partito fino
alla sua morte.
Nel 1949, recandosi a Roma per l' assemblea della
presidenza mondiale del movimento dei partigiani
della pace, in una celebre colazione ritrasse con
uno schizzo a matita il volto "splendente" di Rita
Pisano (anch'ella presente in quell'occasione, e
componente di spicco del comitato dei pacifisti), e
lo intitolò La jeune fille de Calabre. L'opera è
oggi conservata nella collezione privata che
apparteneva a Carlo Muscetta.
Al momento della sua morte, molti dei suoi dipinti
erano di sua proprietà, dato che Picasso tenne fuori
dal mercato le opere che non aveva bisogno di
vendere. Oltre a ciò, Picasso possedeva una
considerevole collezione di opere di artisti suoi
contemporanei come ad esempio Henri Matisse, con cui
scambiò lavori. Non lasciando un testamento, le
tasse di successione vennero pagate allo stato
francese attingendo alle sue opere e alla sua
collezione. Questi lavori andarono a formare il
nucleo dell'immensa collezione del Musée Picasso di
Parigi. Nel 2003 i parenti di Picasso inaugurarono
un museo dedicato ai suoi lavori nella sua città
natale in Spagna, il Museo Picasso Málaga.
Il Museo Picasso di Barcellona ospita molti dei
primi lavori di Picasso, creati durante la sua vita
in Spagna, incluse alcune opere raramente esibite in
cui si rivela la sua solida preparazione classica.
Il museo inoltre possiede alcuni studi di figura
fatti sotto la guida del padre nonché la collezione
di Jaime Sabartés, amico di Picasso dai suoi giorni
di Barcellona che fu per molti anni anche suo
segretario personale.
Nel film Surviving Picasso (1996) l'artista viene
raccontato attraverso l'esperienza personale di
Françoise Gilot. L'artista è interpretato da Anthony
Hopkins. |
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