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IMMAGINE |
NOME |
ANNO |
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Le
bagnanti |
1919 |
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Bal au
Moulin de la Galette |
1876 |
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La
colazione dei canottieri |
1800 |
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Colazione in riva al fiume |
1879 |
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Donna
nuda seduta |
1876 |
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Il
sentiero nell'erba alta |
1874 |
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Madame
Monet che legge |
1874 |
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La
pergola |
1876 |
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Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 –
Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919) è stato un pittore
francese, tra i massimi esponenti
dell'Impressionismo.
Nato a Limoges (Francia), da Leonard e Marguerite,
entrambe sarti, visse dall'età di tre anni a Parigi:
nonostante l'interesse per la musica, il padre lo
indirizzò alla decorazione della porcellana, spiccò
anche in quest'arte.
Grazie all'aiuto del maestro Charles Gleyre, fu
ammesso nel 1862 all'Ecole des Beaux-Artes: qui
conobbe Alfred Sisley, Frédéric Bazille e Claude
Monet, con i quali iniziò presto a recarsi a
Fontainebleau per dipingere en plein air.
Grazie a Esmeralda che danza, nel 1864 fu ammesso al
Salon: nonostante le successive commissioni
ricevute, non era però in grado di mantenersi
autonomamente.
Nel 1870 partecipò al conflitto franco–prussiano.
Nel 1873 insieme ad altri pittori creò la Società
anonima cooperativa di artisti, pittori, scultori,
incisori, etc. che nel 1874 organizzò la prima
esposizione degli impressionisti presso lo studio
del fotografo Nadar.
Tra il 1874 ed il 1877, pur in difficoltà
economiche, si dedicò assiduamente alla pittura:
risalgono a questi anni alcuni tra i suoi
capolavori, come Bal au moulin de la Galette e Nudo
al sole.
Risollevate le sue finanze, grazie alla vendita
delle sue opere, nel 1881 viaggiò in Algeria e in
Italia: qui rimase colpito dai dipinti di Raffaello
e dagli affreschi di Pompei.
Nel 1890 si sposò con Aline Charigot, dalla quale
ebbe 2 figli Jean (1894) e Claude (1901). Nel 1900
venne insignito del titolo di Cavaliere della Legion
d'Onore.
A causa dei frequenti attacchi di reumatismi, si
trasferì nel sud della Francia, per trovare un clima
più mite: la sua ultima residenza, a Cagnes-sur-Mer,
è ora un museo. Per l'aggravarsi delle sue
condizioni (era stato colpito da artrite deformante
alle mani e ai piedi), fu costretto alla sedia a
rotelle: continuò tuttavia a dipingere, facendosi
legare un pennello alla mano più ferma.
Morì il 3 dicembre 1919, a settantotto anni in
seguito a una polmonite: aveva appena terminato Le
bagnanti.
I dipinti di Renoir sono notevoli per la loro luce
vibrante e il colore saturo, che spesso mettono a
fuoco persone riprese in situazioni intimistiche. Il
nudo femminile era uno dei suoi soggetti primari.
Nel caratteristico stile impressionista, Renoir ha
suggerito i particolari di una scena con liberi e
veloci tocchi di colore, di modo che le sue figure
si fondono morbidamente tra di loro e con lo sfondo.
I suoi lavori giovanili mostrano l'influenza del
colorismo di Eugène Delacroix e la luminosità di
Camille Corot. Renoir ammirava anche il realismo di
Gustave Courbet e di Édouard Manet: il suo lavoro
infatti riprende dai loro l'uso del nero come
colore. Un altro pittore notevolmente stimato da
Renoir era François Boucher.
Un bell'esempio delle prime opere di Renoir, nonché
prova dell'influenza esercitata del realismo di
Courbet, è Diana, del 1867. Il soggetto è
chiaramente mitologico; il lavoro è eseguito in
studio, la figura attentamente osservata, modellata
solidamente e posta artificiosamente in un paesaggio
inventato. Nonostante l'opera sia un lavoro
"studentesco", si può già notare l'intensa risposta
personale dell'artista alla sensualità femminile. La
modella era Lise Tréhot, allora compagna
dell'artista e ispiratrice di un certo numero di sue
opere.
Verso la fine del 1860, tramite la pratica dell'en
plein air(all'aria aperta), assieme al suo amico
Claude Monet scoprì che il colore delle ombre non è
marrone o nero, bensì corrisponde al colore riflesso
dagli oggetti che li circondano. Avendo lavorato
insieme, parecchie loro opere si possono analizzare
in parallelo, ad esempio La Grenouillère (1869).
Uno dei dipinti impressionisti di Renoir più noti è
il Ballo al Moulin de la Galette, (Le Bal au Moulin
de la Galette), del 1876. Viene rappresentata una
scena all'aperto, affollata di gente in un ballo
popolare nel giardino di Butte Montmartre, vicino
all'abitazione dell'artista.
Le opere della sua prima maturità erano come
istantanee di vita reale di genere impressionista,
piene di colore e scintillanti di luce.
Dalla metà del 1880, tuttavia, Renoir ruppe con il
movimento, per applicare ai ritratti e alle figure
una tecnica più disciplinata e più convenzionale,
specialmente per quanto riguardava le donne, ad
esempio nelle Bagnanti, dipinte tra il 1884 e il
1887.
Durante il viaggio in Italia del 1881, la visione
dei dipinti di Raffaello e degli altri maestri del
Rinascimento, lo convinse che era sulla strada
sbagliata e per diversi anni, in seguito, dipinse in
uno stile più severo, nel tentativo di ritornare al
classicismo. Questo a volte viene denominato il suo
"periodo di Ingres", per il modo in cui si è
concentrato sulla linea ed ha dato risalto ai
contorni delle figure.
Dopo il 1890, tuttavia, Renoir cambiò nuovamente
direzione, rinviando all'uso di un colore
sottilmente tratteggiato che dissolveva i profili,
come nei suoi lavori giovanili. Da questo periodo in
avanti si concentrò particolarmente sui nudi
monumentali e sulle scene domestiche, di cui esempi
sono Ragazze al piano (1892) e Grandes Baigneuses
(1918-1919).
Gli ultimi nudi dipinti sono i più tipici e riusciti
del Renoir maturo, noto per la sua preferenza di
corpi femminili ben in carne.
Artista prolifico, Renoir ha eseguito in tutto oltre
mille dipinti. Il suo stile, caldo e sensuale, ha
permesso alle sue opere di essere tra quelle più
note e frequentemente riprodotte nella storia
dell'arte. Era nota la sua avversione per Van Gogh e
Gauguin, mentre è noto che, negli ultimi anni, si
fosse affezionato particolarmente a Modigliani, che
riceveva spesso in visita nel suo studio e che lo
seguì nella tomba dopo due mesi. Renoir muore nel
novembre del 1919, ucciso da un'infezione polmonare.
Aveva lavorato fino all'ultimo alle sue Bagnanti,
con i pennelli legati alle dita ormai rattrappite.
Venne sepolto a Essoyes, paese natale dell'adorata
moglie Aline, morta qualche anno prima.
A Jean, il secondogenito di Renoir, si devono non
solo i ricordi "gastronomici" della madre Aline, ma
molti aneddoti raccontatigli dal padre in persona
che hanno contribuito ad aumentare la fama del
pittore. A partire dagli anni di studio all'atelier
di Gleyre (a quest'ultimo che, con accento tedesco
da operetta, gli rimproverò di dipingere per
divertimento, Renoir avrebbe risposto: "Per forza!
Se non mi divertissi, non dipingerei!"), per poi
proseguire all'incontro con Aline e alle sedute di
posa con lei, quando Renoir gettava il pennello e
rimaneva a guardarla esclamando: "Perché stancarsi,
quando ciò che vorrei realizzare esiste già?", per
poi passare a frasi che parafrasavano il suo modo di
dipingere ("La vita è un mazzo di fiori rossi") o a
"frecciate" contro pittori che non stimava (a
proposito della partenza dell'odiato Gauguin per i
Tropici, avrebbe esclamato, scuotendo il capo: "Si
può dipingere anche a Batignolles"). Infine, non
mancano frasi sull'educazione sentimentale ("Le
sciocchezze si fanno solo da giovani"), al giovane
Modigliani a proposito di un nudo dipinto ("Le vedi
quelle natiche? Le ho toccate ed accarezzate per
giorni..."), o le "ultime parole famose" pronunciate
la sera prima di morire: "Forse adesso incomincio a
capire qualcosa". |
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