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IMMAGINE |
NOME |
ANNO |
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Guerra |
1894 |
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Io,
ritratto-paesaggio |
1890 |
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Henri Julien Félix Rousseau (Laval, 21 maggio 1844 –
Parigi, 2 settembre 1910) è stato un pittore
francese.
Nato il 21 maggio 1844 a Laval, una cittadina a
Nordovest della Francia è figlio di Julien Rousseau,
lattoniere e commerciante di ferramenta e di
Eléonore Guyard. Abbandonati gli studi, si arruola
volontario in fanteria nel 1863 al distretto di
Angers per evitare la casa di correzione in seguito
al furto di pochi franchi nello studio di un
avvocato e sconta un mese di pena nella prigione di
Pré Pigeon. Nel 1868 morto il padre, lascia
l'esercito, si trasferisce a Parigi in rue
Roussellet 25, lavora per un certo periodo di tempo
come segretario presso un ufficiale giudiziario e
l'anno successivo si sposa con la diciottenne
Clémence Boitard. Arruolato come soldato semplice
durante la guerra con la Prussia nel 1870 e subito
rilasciato poiché figlio di madre vedova, entra
quindi nel 1871 come gabelliere nell'ufficio
comunale del dazio di Parigi. Quest'ultimo impiego
lo accompagnerà fino al 1893 e sarà il tempo e il
luogo dove maturerà il suo desiderio di divenire un
pittore e caratterizzerà la sua identità nel mondo
artistico con il soprannome di "Rousseau il
doganiere".
E' infatti in questo arco di tempo che si delineano
le sue prime sconosciute opere: Paesaggio invernale
con episodio bellico datato e firmato nel 1877,
mentre è del 1879 la realizzazione di Paesaggio con
mulino e carretto (opere il cui spunto nasce dalla
semplice osservazione dell'illustrazione
giornalistica del tempo), lavorando come autodidatta
ormai quasi quarantenne ed usufruendo solo dei
consigli di due pittori accademici Félix Auguste
Clément e Jean-Léon Gérôme. Raggiunge già un certa
personalità nel 1890 con il suo conosciuto
Autoritratto-Paesaggio dall'evidente stile naïf ai
suoi esordi (semplice e ingenuo con un'accezione per
molto tempo ironica e negativa ; una critica
persistente che lo seguirà fin dopo la morte).
Avendo avuto nel 1884 la possibilità di frequentare
il museo del Louvre ebbe l'opportunità di osservare
i grandi autori realizzando copie di matrice sempre
autodidatta; nello stesso anno viene rifiutato dal
Salon officiel, ma è accolto al Salon des
Indépendants, che è meno selettivo, a cui partecipa
regolarmente negli anni seguenti con qualche
interruzione, dal 1895 al 1900, e al Salon d'Automne
dal 1905 al 1907.
Nel 1891 esegue la sua prima tela a soggetto
esotico: questa ambientazione viene ripresa
continuamente, suscitando incomprensione ed ironia
da parte dei critici, che ne deridono le limitate
capacità tecniche e mettono in evidenza
l'incongruenza della vegetazione, che non è reale ma
frutto della sua straordinaria fantasia.
Per anni i critici rinfacciano a Rousseau di non
aver seguito studi regolari all'Accademia di Belle
Arti o nell'atelier di un pittore accademico;
inoltre, il suo rifiuto di frequentare i luoghi di
ritrovo degli artisti dell'avanguardia del periodo
porta i suoi colleghi ad emarginarlo e a criticarlo
per le evidenti incongruenze stilistiche, tipiche di
un autodidatta.
Col passare del tempo si assiste ad un'evoluzione
del suo stile, che diventa più attento alle
proporzioni, alla prospettiva e alla distribuzione
della luce, meno piatta ed irregolare rispetto al
passato: mentre nelle prime opere si ha una
descrizione minuziosa di dati realistici, fissati
sulla tela ignorando le relazioni prospettiche,
nelle opere mature Rousseau realizza uno spazio
bidimensionale che, insieme al colore irreale,
trasforma i personaggi in miti ed emblemi, negando e
superando la conoscenza razionale del tempo e dello
spazio.
I critici, che da sempre lo attaccano, cominciano ad
ammorbidirsi, anche se continuano a ritenerlo un
pittore di scarso talento.
Oppresso dai debiti, nel 1907 Rousseau viene
arrestato e condannato a due anni di carcere col
beneficio della condizionale per una truffa tentata
per risollevare le proprie scarse finanze;
scarcerato, si rimette con impegno a dipingere.
Negli ultimi anni della sua vita la sua visione da
sogno e da favola viene compresa da alcuni
intellettuali, che iniziano una rivalutazione
critica, apprezzando l'atmosfera da fiaba popolare
delle sue giungle: un intrico sproporzionato ed
inverosimile di vegetazione, realizzato con una
grande varietà di sfumature di verde.
La pittura di Rousseau rappresenta un'esperienza
significativa nella cultura figurativa
dell'avanguardia francese: pittore all'apparenza
ingenuo e incolto, è invece partecipe dei fermenti
innovativi della sua epoca, tanto che i primi
convinti riconoscimenti gli vengono da Guillaume
Apollinaire, Odilon Redon, Paul Gauguin, Robert
Delaunay, Georges Braque e Pablo Picasso.
I simbolisti lo elogiano per la maestria nell'uso
del colore, Pablo Picasso e Paul Gauguin vedono
nella figurazione primitiva ed esotica delle sue
opere un tentativo di ritorno alle origini e di
liberazione dell'inconscio, Vasily Kandinsky vi
trova una ricerca di spiritualità per certi versi
simile alla sua.
Continua a dipingere e ad esporre con scarso
successo commerciale, tanto che è quasi sempre
oppresso dai debiti, fino alla morte, che avviene il
2 settembre 1910. |
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