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IMMAGINE |
NOME |
ANNO |
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Crocifissione |
1565 |
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Miracolo
di San Marco |
1548 |
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Origine
della via lattea |
1580 |
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Ultima
cena |
1594 |
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Tintoretto pseudonimo di Jacopo Comin (Venezia, 29
settembre 1518 – Venezia, 31 maggio 1594) è stato un
pittore veneziano, uno dei più grandi esponenti
della scuola veneziana e probabilmente l'ultimo
grande pittore del rinascimento italiano. Il
soprannome di "Tintoretto" gli derivò dal mestiere
paterno.
Nella sua giovinezza fu anche nominato Jacopo
Robusti, poiché il padre difese le porte di Padova
in modo deciso ("robusto") contro le truppe
imperiali. Il suo vero nome "Comin" è stato
recentemente scoperto da Miguel Falomir, il curatore
del museo del Prado di Madrid, ed è stato reso
pubblico nell'occasione della retrospettiva di
Tintoretto al Prado, aperta dal 29 gennaio 2007.
Per la sua energia fenomenale nella pittura è stato
soprannominato "Il Furioso" ed il suo uso drammatico
della prospettiva e della luce lo ha fatto divenire
il precursore dell'arte barocca.
Nasce a Venezia nel 1518 da Giovanni Battista.
Dell'infanzia del pittore si sa ben poco in quanto
non esistono documenti che attestino gli studi che
ha frequentato.
Le fonti principali sono i pagamenti delle commesse
e la biografia scritta da Carlo Ridolfi (1594-1658),
anche se Ridolfi non incontrò mai Tintoretto ma
attinse le sue informazioni dal figlio Domenico.
Nel 1530 inizia a lavorare nella bottega di Tiziano
per un breve apprendistato, dopo dieci giorni viene
cacciato (secondo Ridolfi per l'invidia del
maestro).
Da un documento risulta che nel maggio del 1539
Tintoretto era un "maestro pittore".
Il suo primo capolavoro viene realizzato nel 1548,
"Il miracolo di San Marco", per la Scuola Grande di
San Marco; la scuola rifiuta l'opera giudicandola
troppo originale.
Però con questo dipinto ottiene i primi successi
ottenendo incarichi per edifici pubblici Veneziani.
Nel 1554, a trentacinque anni d'età, sposa Faustina
de’ Vescovi, dalla quale avrà otto figli (Marietta,
Domenico e Marco seguiranno le orme del padre).
Riesce a diventare decoratore ufficiale della Scuola
Grande di San Rocco nel 1564.
Nel 1574 acquista una casa nella fondamenta dei Mori
a San Marziale dove abiterà fino alla morte.
Quattro anni dopo si reca a Mantova per realizzare
un dipinto per la famiglia Gonzaga.
Muore il 31 maggio 1594, sempre a Venezia, viene
sepolto nella chiesa della Madonna dell'Orto.
La sua abilità consiste nel particolare uso del
colore, per dare luce al disegno; questa luce
evidenzia i personaggi proiettandoli in una realtà
scenografica di gusto barocco.
Tintoretto fu un grande disegnatore: ci sono
pervenuti circa 130 disegni, per la maggior parte
studi di figure singole realizzati con carboncino
nero. Esistono anche schizzi e copie di figure di
Michelangelo realizzate dal vero.
I suoi dipinti più famosi sono quelli a soggetto
religioso, anche se eseguì opere a carattere profano
come scene mitologiche.
La sua scena preferita era l'"Ultima Cena",
sicuramente realizzò almeno otto tele.
Si dedicò anche ai ritratti, soprattutto ricchi
veneziani, ed autoritratti seguendo l'esempio di
Tiziano inserì il suo volto in un dipinto a soggetto
religioso: "La sepoltura". |
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