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INGREDIENTI
275 g di olio di oliva
60 g di burro
120 g di acciughe sotto sale
5 spicchi d'aglio
3 dl di latte
Cardi di media grandezza
Peperoni bene in polpa
Fette di pane casareccio
Succo di limone
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PREPARAZIONE
Sfilettare le acciughe e dissalare i filetti;
lavarli e pestarli in poltiglia in un mortaio.
Tritare finemente l'aglio e farlo marinare per un
paio d'ore nel latte (cio' attutisce il gusto
dell'aglio e facilita la digestione).
Eliminare le coste piu' dure dei cardi; togliere i
filamenti dalle coste piu' tenere e tagliarle a
pezzi con i cuori, metterli in una terrina con acqua
fredda acidulata con succo di limone.
Nettare, tagliare a pezzi e lavare i peperoni.
Far sciogliere l'olio e il burro in un tegame in
terracotta (in mancanza smaltato), aggiungere la
poltiglia d'acciughe e, a calore appena accennato,
farla incorporare; unirvi il trito d'aglio ben
sgocciolato dal latte e continuare la cottura,
sempre a calore tenue, per una ventina di minuti
mescolando di tanto in tanto.
Nel mezzo del tavolo piazzare un fornello a spirito
(oppure una piastra elettrica), mettervi sopra il
tegame con la bagna cauda (deve essere mantenuta ben
calda durante tutto il pasto).
Sistemare al centro del tavolo anche la terrina con
i pezzi di cardi e di peperoni.
I commensali, un pezzo di pane nella mano sinistra,
prendono uno per volta con lo speciale forchettino
un pezzo di cardo o di peperone, lo asciugano con la
salvietta, lo immergono nel tegame e, ben
avviluppato di bagna cauda, lo mangiano.
Si procede cosi' sino all'immancabile esaurimento
della bagna cauda sorseggiando di tanto in tanto
buon vino, appena fatto, che abbia ancora il gusto
dell'uva.
L'appetito, e' questa la meraviglia, rimane intatto,
anzi eccitato ed in progresso.
I contadini inventori della bagna cauda sin dal
tempo del lumino ad olio, alla fine, per utilizzare
l'eventuale intingolo che fosse rimasto, usano
rompervi dentro delle uova e strapazzarle.
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