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Uno scioglilingua è una frase studiata appositamente
per essere difficile da pronunciare. Molti
scioglilingua presentano una ripetizione dello
stesso suono, ad esempio: "Ti ritiri tu", generando
una sorta di tiritera.
Alcuni scioglilingua sono fatti apposta per
provocare, e questo accade se si inciampa nella
pronuncia di una parolaccia inintenzionale. Un
esempio potrebbe fornirlo questo proverbio genovese
che suona come uno scioglilingua: Finché e prìe
anniàn a-o fòndu, d'abelinae ghe ne saiàn de lungu
(traducibile con un: Finché le pietre affonderanno,
gli sciocchi non mancheranno). In questo caso
affiora - maliziosamente, e maliziosamente è
sottolineata - una parolla du gatto (parola del
gatto) che stando al bon-ton non andrebbe
pronunciata, in quanto sconcia, ma che l'ideatore
del detto popolare ha probabilmente inserito di
proposito.
Uno scioglilingua che forse può essere considerato
eccessivamente cólto - ma sicuramente ante litteram
- è quello ricavabile da questa citazione dal poeta
latino Quinto Ennio. È un passaggio dal frammento
del primo libro degli Annales, che riguarda il ratto
delle Sabine durante i giochi e che recita:
" e
quando, unti di olio, allertati e parati alle armi,
perché ciascun dei romani le ha per sé in casa, O
Tito Tazio, su te, o tiranno, tante sventure
portasti!" ...
dove il passaggio,
nell'originale, suona - ancor più gustosamente -
così:
"O
Tite tute Tati tibi tanta tyranne tulisti" (O Tito
Tazio, tiranno, tu ti attirasti disgrazie tanto
grandi!)
Ennio, del resto, è
rimasto celebre per aver ideato, nella sua urgenza
di ripercorrere il tracciato omerico, memorabili
versi allitteranti, giungendo ad immaginare parole
(scioglilingua?) come "tararantara" per riprodurre
il suono di una tromba militare. |
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