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Lucio Apuleio, o Apuleio da Madaura (Madaura, 125 –
180 circa), è stato uno scrittore, filosofo, retore
, mago e alchimista latino di scuola platonica.
Nacque a Madaura, piccolo ma importante avamposto
romano in Africa Occidentale, attorno al 125 d.C. Il
prenome Lucio, dato da alcuni codici, è sospetto,
poiché coincide con quello del
protagonista-narratore del romanzo apuleiano. Il
padre, che fu anche duumviro (cioè console, la più
alta magistratura municipale) della città, lasciò a
lui e al fratello una eredità di quasi 2 milioni di
sesterzi. I primi studi, grammaticali e retorici, li
fece a Cartagine, dove fu forse iniziato al culto di
Esculapio, corrispettivo romano del dio greco della
guarigione Asclepio. Poté quindi approfondire
poesie, geometria, musica, e soprattutto filosofia
ad Atene, dove fu certamente iniziato a vari culti
di una certa importanza tra i quali quello dei
misteri Eleusini. La vita di Apuleio fu
caratterizzata da un grande amore per i viaggi:
brillante conferenziere e curioso d'ogni scienza,
filosofia o culto, fu a lungo una specie di clericus
vagans del suo tempo. Si recò a Roma dove fu
iniziato al culto di Osiride e di Iside e praticò
con successo l'avvocatura. Sulla via di Alessandria,
Apuleio sostò a Oea (l'odierna Tripoli), dove si
imbatté in un vecchio compagno di studi, Ponziano;
approfittò della sua ospitalità e fu coinvolto in
una storia che avrebbe lasciato un segno indelebile
nella sua esistenza, sin qui felicemente errabonda.
Ponziano aveva una madre, Emilia Pudentilla, vedova,
non bella ma con un considerevole patrimonio: egli
volle che Apuleio, fidato amico e, in quanto
filosofo, indifferente alla ricchezza, la sposasse.
Apuleio a lungo recalcitrò, ma alla fine cedette e
sposò la donna, e alla morte di Ponziano i parenti
di Pudentilla, per timore di perdere la ricca
eredità, gli intentarono un processo, accusandolo di
aver sedotto la donna con le sue arti di mago. Il
processo si celebrò a Sabratha tra la fine del 158 e
gli inizi del 159 d.C ed espose Apuleio persino al
rischio della pena capitale, a causa della lex
Cornelia de sicariis et veneficis. Dopo essere stato
assolto grazie alla sua famosa Apologia,Apuleio
fissò la sua dimora a Cartagine, dove forse rimase
fino alla morte. Carico di gloria per i molti libri
scritti e per le statue erette in suo onore, fu
anche per un anno sacerdote della provincia: una
carica di grande prestigio, religiosa e civile
insieme, a cui era affidato il culto dell'imperatore
e di Roma, ma anche funzioni di governo e di
rappresentanza. Poiché dopo il 170 non si ebbero più
sue notizie, la sua morte è avvolta nel mistero. |
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