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dell'Associazione Italiana Aikido
Aikidō
(letteralmente significa "via [dō]
dell'armonizzazione [ai] dell'energia [ki]") è una
moderna arte marziale giapponese praticata a mano
nuda e con armi tradizionali (bastone, spada,
pugnale).
I praticanti vengono chiamati aikidōka.
Fu sviluppata da Morihei Ueshiba
(anche chiamato dagli aikidōka Ōsensei ("Grande
maestro")
a cominciare dagli anni trenta del '900.
Il fondatore continuò ad insegnare la sua arte sino
a poche settimane dalla morte, praticandola
nonostante avesse un tumore allo stomaco in fase
terminale.
Tecnicamente le radici dell'aikidō sono molteplici e
affondano negli innumerevoli stili di combattimento
che il Fondatore apprese durante la prima metà della
sua lunga vita.
Alcuni principi fondamentali (quelli dell'aiki,
ossia dell'armonizzazione dell'energia interiore) in
parte in una antica arte marziale nota come Daitōryū
Aikijūjutsu, di cui Ueshiba divenne maestro sotto
l'insegnamento dell'ultimo discendente di un clan
guerriero del Giappone feudale.
Per la parte armata l'aikido è una sintesi di vari
stili di combattimento con spada, bastone, lancia e
affini.
Ad ogni modo il Fondatore fu esperto praticante di
moltissimi stili ed arti di combattimento, tanto da
divenire famoso per la sua imbattibilità contro
qualsiasi sfidante.
L'aikido è una geniale sintesi tecnica di questo
universo marziale del Giappone del primo novecento,
a cui il Fondatore diede una profonda impronta
spirituale, soprattutto durante l'ultima fase della
sua vita.
Infatti, va sottolineata la differenza tra
aiki-jutsu (tecniche di combattimento basate su
principi aiki-armonizzazione dell'energia interiore-
), dalla denominazione di aiki-do (ossia "via" dei
principi aiki), che il fondatore attribuì alla sua
arte, per enfatizzarne il contenuto trascendente.
La spiritualità di Ueshiba si esprimeva in forme
molto personali nei rituali e nelle pratiche
Shintoiste che avevano radici antiche e che spesso
erano di difficile comprensione anche per i suoi più
stretti allievi ed amici.
In questa "svolta" spirituale fondamentale fu
l'incontro di Ueshiba con una importante personalità
nipponica dei primi del novecento, Onisaburo Deguchi,
sacerdote di una setta nota come Omoto-kyo, di cui
il fondatore divenne amico e discepolo.
Onisaburo Deguchi, patriarca della religione Omoto,
fu anche il principale responsabile della parentesi
politica della vita del fondatore dell'Aikido, il
quale all'età di 36 anni si lasciò indurre da
Deguchi a seguirlo nei suoi progetti esagerati, se
non folli, miranti ad espandere al di fuori dei
confini del Giappone l'influenza del partito
politico Omoto da lui fondato e della corrispondente
religione Omoto, spingendosi in Asia fino alla
Mongolia dove trovarono pane per i loro denti e tale
avventura politica su base religiosa fallì
miseramente.
Avventura collegata alla militanza del fondatore
dell'Aikidō nel partito politico collegato alle
ideologie sociali della religione Omoto, che gli
costò quasi la vita, essendosi salvato da sicura
morte unicamente per il miracoloso intervento "in
extremis" del consolato giapponese, intervenuto
all'ultimo momento quando nonostante si tramandino
gesta epiche e fatti di combattimenti strabilianti
ad opera del fondatore dell'Aikido sul territorio
continentale asiatico, ormai catturati e arrestati
dalle autorità cinesi, la loro fine sembrava già
segnata ed imminente.
Dopo queste manifestazioni di incontinenza politica,
gli aderenti al partito Omoto pare fossero stati
tenuti di mira per un po' di tempo in Giappone e
fossero anche socialmente osteggiati, ma il
fondatore dell'Aikidō pare non abbia sofferto troppo
di ciò, poiché dopo tale parentesi si disgiunse
stabilmente dalla politica per immergersi
completamente nella sua ricerca spirituale, da cui
trasse infine i presupposti per questa nuova ed in
un certo senso rivoluzionaria disciplina consistente
in quell'innovativa arte marziale spirituale
denominata "Aikidō".

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