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CAMPO DA GIOCO:
Il calcio si gioca su un campo rettangolare di
dimensioni variabili (mediamente intorno ai 105x65
metri, ma la prima regola del calcio, che individua
le caratteristiche del terreno di gioco, impone che
il campo sia lungo da 90 a 120 metri e largo da 45 a
90).
Il terreno deve essere ricoperto d'erba naturale.
Non mancano le eccezioni in ambito nazionale: a
Mosca il campo è in materiale sintetico, mentre
negli USA tali materiali sono stati ampiamente
sperimentati e poi abbandonati.
Il terreno viene delimitato ai lati da righe bianche
tracciate con pigmenti bianchi (solitamente in gesso
o vernice), ed è caratterizzato da due portali
rettangolari (comunemente porta da calcio) muniti di
reti nella parte posteriore ed esterna al terreno di
gioco.
Si gioca attivamente sul campo con l'uso di una
sfera (comunemente pallone da calcio).
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SCOPO DEL GIOCO:
Lo scopo del gioco è di far entrare la sfera
(originariamente una palla di cuoio) nella porta
avversaria, delimitata da due pali verticali
congiunti da una traversa superiore che li unisce.
La regola principale che caratterizza e differenzia
questo sport rispetto al Rugby e alla Pallamano è
che la palla non può essere colpita o toccata con
braccia e mani; per lo più si usano i piedi ma ogni
altra parte del corpo è ammessa. Il giocatore
deputato al ruolo di portiere è l'unico che può
toccare il pallone con le mani, ma solo all'interno
della propria area di rigore (un rettangolo
prospiciente la porta delimitato anch'esso da righe
bianche).
Rilevante è anche la regola del cosiddetto
fuorigioco.
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RUOLI:
Sono 4 i principali ruoli del calcio: il
portiere, il difensore, il centrocampista e
l'attaccante.
I giocatori vengono messi in campo secondo delle
tattiche, oggi comunemente indicate con tre o più
numeri e, fino agli anni '50, designate da termini
quali metodo, sistema, piramide.
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DURATA DEL GIOCO:
Le partite della variante canonica principale
del calcio durano 90 minuti e sono suddivise in due
frazioni (comunemente tempi) di quarantacinque
minuti ciascuna, intervallati da un periodo di
riposo non superiore ai quindici minuti.
Prima della fine dei due tempi, il giudice di gioco
(comunemente l'arbitro) decide se concedere un
periodo di estensione del tempo di gioco
(comunemente recupero) come parziale contropartita
al tempo perso per sostituzioni, infortuni o
quant'altro si verifichi durante il gioco e sia
causa di arresto temporaneo della partita.
Abitualmente sono concessi da uno a cinque minuti
per tempo.
Il tempo di gioco effettivo è sempre inferiore ai 45
minuti, poiché il cronometro ufficiale non può
essere mai fermato (come accade per esempio nel
basket).
La partita, al più, viene sospesa temporaneamente e
ripresa, nel conteggio del tempo, dal momento della
sospensione.
In caso di impossibilità a proseguire normalmente il
gioco, essa può essere definitivamente sospesa con
decisione autonoma dell'arbitro o dopo consultazione
dello stesso arbitro con i capitani delle due
squadre.
L'arbitro è anche il cronometrista ufficiale della
partita.
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CASI PARTICOLARI:
In competizioni che prevedano l'eliminazione
diretta ed esigono un vincitore della gara,
attualmente si ricorre di solito a tempi
supplementari (due tempi di quindici minuti
ciascuno) e, in caso di ulteriore parità, si passa
ai calci di rigore per stabilire il vincitore.
Precedentemente era in vigore un sistema casuale per
determinare la squadra vincente basato sul lancio di
una monetina: il cosiddetto "Testa o croce".
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VARIANTI
PRINCIPALI:
Alcune varianti nel meccanismo dei tempi
supplementari, introdotte dalla seconda metà degli
anni '90 prevedevano:
il silver gol: la squadra che riesce a
terminare in vantaggio il primo tempo supplementare
si aggiudica l'incontro senza bisogno di disputare
il secondo tempo supplementare;
il golden gol: la prima squadra che segna nei
supplementari si aggiudica l'incontro e la partita
finisce immediatamente.
Queste modifiche regolamentari sono state abolite
nel 2004.
Degne di nota sono anche le varianti che riguardano
il numero dei giocatori schierati, in numero di 7
(calcio a sette) o di 8 (calciotto) in voga tra i
giovani e dilettanti, ma soprattutto in numero di 5
(calcio a cinque, comunemente detto calcetto) nella
forma che è attualmente tra le più popolari e
seguite fra le varianti emergenti.
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DIFFUSIONE:
Il calcio si gioca a livello professionistico in
tutto il mondo. Milioni di persone vanno
regolarmente allo stadio per seguire la propria
squadra del cuore, e molte altre guardano le partite
in televisione.
C'è anche un elevatissimo numero di persone che
gioca al calcio a livello amatoriale.
Non c'è dubbio che la popolarità di questo sport
continui a crescere continuamente.
In Africa, Asia e Stati Uniti l'interesse sta
crescendo sempre più negli ultimi anni.
Non a caso, nel 2010 il Sudafrica ospiterà la manifestazione più
importante del calcio: i Mondiali di calcio.
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NASCITA DEL
CALCIO MODERNO:
La patria del calcio moderno è l'Inghilterra, e
in particolare, i college britannici, nei quali ci
si ispirò al calcio fiorentino che veniva praticato
a Firenze, nel periodo medievale.
Nasce come sport d'élite: erano i giovani delle
scuole più ricche e delle università a giocare al
football.
Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a
questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre
insieme a loro.
Ecco spiegato perché si gioca in undici.
Il capitano di una squadra di calcio è una sorta di
discendente del maestro della public school.
Nel 1848, all'Università di Cambridge, H. de Winton
e J.C. Thring, proposero, e ottennero, di fare una
riunione con altri dodici rappresentanti di Eton,
Harrow, Rugby, Winchester e Shrewsbury. L'incontro
durò otto ore e produsse un importante risultato:
vennero infatti stilate le prime basilari regole del
calcio.
Queste regole posero fine al dubbio che riguardava
la parte del corpo con la quale colpire la palla:
con le mani, con i piedi o entrambi
indifferentemente? Le cosiddette regole di Cambridge
favorivano chiaramente il gioco con i piedi e
permettevano il gioco con le mani solo nel momento
in cui era necessario catturare un pallone
chiaramente indirizzato in porta, come su un calcio
di punizione diretto.
Queste regole furono adottate da tutti eccetto che
dall'Università di Rugby, i cui rappresentanti erano
chiaramente a favore di un gioco più fisico e che
consentisse di toccare il pallone anche con le mani.
Si produsse così lo scisma che portò alla nascita
del rugby, sport che prende il nome dall'Università
che l'ha sviluppato.
Il 26 ottobre 1863 a Londra venne fondata la
Football Association, prima federazione calcistica
nazionale, nel 1886 le Federazioni britanniche
diedero origine all'International Football
Association Board, con il compito di sovraintendere
al regolamento, ed infine nel 1888 si tenne il primo
campionato inglese, secondo la formula tuttora in
vigore.
Il calcio intanto si espandeva a macchia d'olio: in
Inghilterra ben presto divenne lo sport per
eccellenza della working class e non solo delle
èlite. Questo nuovo gioco, divertente, semplice e
stancante era l'ideale per sfogarsi dopo una
settimana lavorativa.
Dall'Inghilterra il calcio venne esportato in tutta
Europa ad opera di emigrati di ritorno
dall'Inghilterra stessa e che furono tra i primi a
conoscere il football, o su iniziativa degli stessi
inglesi che si trovavano all'estero.
In Sudamerica, i marinai inglesi preferivano giocare
a calcio tra di loro lasciando da parte la gente del
posto. Ma rimanere fuori a guardare si rivelò
decisivo: ben presto, brasiliani e uruguaiani
diventarono ben più abili dei maestri nel praticare
il calcio.
Il fenomeno ormai era di dimensioni
intercontinentali, ed era necessario adattare le
istituzioni calcistiche e chiarire in maniera più
dettagliata le regole. In questi anni infatti, erano
svariate le interpretazioni del gioco.
Finalmente, anche a questo scopo, nel 1904 si
costituì la Federation Internationale de Football
Association (FIFA), cui si affiliarono le varie
Federazioni nazionali.
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L'ARBITRO:
Per ogni gara Ufficiale viene designato un
Arbitro dal Competente Organo Tecnico
dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA).
L'Arbitro rappresenta la Federazione e ad esso sono
conferiti tutti i poteri per vigilare sul rispetto
delle regole del gioco.
A seconda della gara, l'Arbitro può godere della
collaborazione di due Assistenti che presidiano le
linee laterali, e in alcune categorie viene
designato anche un Quarto Ufficiale di gara, che, a
seconda del regolamento della competizione, è
titolato a sostituire uno degli altri Ufficiali di
gara qualora essi non siano in grado di svolgere le
loro funzioni.
Nel nostro paese, l'arbitro, prima di accedere a
tale qualifica, deve effettuare un lungo corso,
gratuito, presso una sezione AIA, durante il quale
egli acquisisce una perfetta conoscenza e padronanza
delle regole del calcio, e al termine del corso deve
sostenere un esame di qualificazione.
All'arbitro spettano tutte le decisioni tecniche e
disciplinari legate allo svolgimento di una gara.
Egli inizia ad esercitare la sua autorità
disciplinare dal momento in cui raggiunge l'impianto
sportivo finché non lo abbandona al termine della
gara, mentre invece la sua autorità tecnica vige per
tutta la durata della gara.
L'arbitro vigila sul rispetto delle regole del
gioco, e quando ravvisa una infrazione delle stesse,
è suo dovere comminare la sanzione tecnica
prescritta e anche quella disciplinare, se prevista.
Tutte le sue decisioni dovute a fatti di gioco sono
inappellabili e spettano a lui e solo a lui, anche
se egli ha facoltà di avvalersi del giudizio dei sui
assistenti ufficiali.
È nei poteri dell'arbitro comandare calci di
punizione o di rigore, ammonire o espellere
calciatori, allontanare dirigenti, interrompere o
sospendere definitivamente la gara.
La figura dell'arbitro in Italia ha subito un totale
mutamento nel corso degli anni. Quando il calcio era
alle sue origini, l'arbitro era considerato alla
stregua di un Giudice e, come tale, avvolto da
un'aura di rispetto.
Con il tempo, la figura dell'arbitro ha perso questa
prerogativa morale e progressivamente è stato sempre
più visto con sospetto e diffidenza, fino a divenire
oggetto di ingiurie e di pregiudizi (come nel caso
dell'urlo "Arbitro cornuto!", che viene spesso
scagliato dagli spalti).
L'operato dell'arbitro, soprattutto nelle gare del
massimo campionato, viene oggi esaminato istante per
istante, scomponendo ogni singolo episodio con
decine di immagini da ogni visuale.
Purtroppo l'arbitro è chiamato ad esprimere
decisioni nell'arco di pochi secondi, è vincolato ad
una sola visuale e, pertanto, non sempre è in grado
di assumere la giusta decisione, anche per via della
sua natura umana.
Recentemente, si sta facendo strada il fenomeno
della violenza ai danni dei direttori di gara,
soprattutto nelle categorie inferiori.
Anche se gli organi di informazione non danno molto
risalto a questi episodi, i comunicati ufficiali
della federazione riportano sempre più spesso gravi
episodi di aggressione ai danni di arbitri.
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PALLONE IN GIOCO E NON IN GIOCO:
Tutte le linee disegnate sul campo di gioco,
sono parte dell'area che delimitano. Quindi un
pallone che percorre una linea laterale è
considerato in gioco, un pallone sulla linea
dell'area di rigore è decretato essere all'interno
l'area di rigore.
In definitiva, il pallone deve superare totalmente
la linea laterale o di fondo per essere considerato
fuori dal gioco e deve superare totalmente la linea
di porta per essere considerato in rete. Se anche
una minima parte del pallone non ha oltrepassato la
linea, è ancora in gioco.
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FALLI E
SCORRETTEZZE:
L'arbitro ha il potere di punire un calciatore ed
anche un allenatore, o un qualsiasi dirigente
presente in panchina, per cattiva condotta, gioco
violento o proteste.
Un arbitro può estrarre il cartellino giallo come
ammonizione e il cartellino rosso che comporta
l'espulsione del giocatore.
Anche un giocatore in panchina può essere punito con
i medesimi provvedimenti.
Nel caso venga espulso un dirigente o un allenatore,
questi verrà allontanato dalla panchina senza
l'esposizione del cartellino.
L'espulsione può avvenire direttamente, per condotta
violenta o gravemente sleale o, ancora, in seguito
alla seconda ammonizione di uno stesso giocatore
(doppia ammonizione): due cartellini gialli
equivalgono infatti ad un rosso, anche se comminati
per motivazioni completamente differenti.
Ad esempio, comporta l'espulsione (cartellino rosso)
il fallo di chiara ed evidente azione da rete
(impropriamente detto "da ultimo uomo"), fischiato
quando su un attaccante che ha una chiara occasione
da rete viene commesso uno dei dieci falli punibili
con un calcio di punizione diretto.
L'interpretazione di tale fallo resta, tuttavia,
materia di dubbi e dibattiti e lasciato alla
discrezionalità dei giudici di gara, anche perché
molto dipende dalla zona del campo in cui
l'infrazione è commessa. Ad esempio, un fallo da
"ultimo uomo" commesso nelle vicinanze delle linee
laterali comporta solitamente solo l'ammonizione. Un
esempio di applicazione automatica del regolamento
senza discrezionalità è rappresentato dal fatto che
esultare dopo un gol levandosi la maglietta della
squadra comporta incondizionatamente una ammonizione
(cartellino giallo).
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CALCI
DI RIGORE E DI PUNIZIONE:
Come già detto, se un giocatore subisce un fallo che
preveda la concessione di un calcio di punizione
diretto all'interno dell'area avversaria, l'arbitro
concede il calcio di rigore.
Si tratta della massima punizione per una squadra,
perché segnare un rigore è relativamente facile.
L'attaccante deve tirare dal dischetto situato a 11
metri dalla porta, davanti a sé ha solo il portiere
che non può muoversi dalla linea di porta se non
lateralmente.
Fin quando l'attaccante non ha toccato il pallone in
avanti, nessuno può entrare all'interno dell'area ed
il portiere non può muoversi in avanti.
L'arbitro fischia un calcio di punizione a favore
della squadra che subisce fallo in qualsiasi zona
del campo che non sia l'area di rigore (eccetto che
si tratti di un calcio di punizione indiretto in
area).
La squadra che difende può formare una barriera la
cui posizione e composizione viene decisa dal
portiere, mentre la sua distanza minima dev'essere
di 9,15 metri dal punto di battuta, salvo i casi in
cui la distanza tra questo punto e la linea di porta
compresa tra i pali è minore di 9,15 metri.
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