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La televisione di Baird fu in seguito definita
televisione elettromeccanica perché l'apparecchio di
ripresa delle immagini e quello di visione si
basavano su un dispositivo elettromeccanico
inventato il 24 dicembre 1883 da Paul Gottlieb
Nipkow, il disco di Nipkow. Fu definita
elettromeccanica per differenziarla dalla
televisione elettronica inventata negli anni
seguenti e tuttora utilizzata. La televisione
elettromeccanica era una televisione ancora ad uno
stadio embrionale che si diffuse solo in alcuni
Stati del mondo e in aree geografiche molto
limitate. In Italia non si diffuse, fu solo
sperimentata. Già nel 1939 fu completamente dismessa
sostituita dalla televisione elettronica.
La televisione elettronica fu realizzata per la
prima volta il 7 settembre 1927 dall'inventore
americano Philo Farnsworth nel proprio laboratorio
di San Francisco. Fu definita elettronica perché
l'apparecchio di ripresa delle immagini e quello di
visione erano realizzati con un dispositivo
elettronico, il tubo a raggi catodici, inventato dal
fisico tedesco Ferdinand Braun nel 1897. La
televisione elettronica è la televisione tuttora
utilizzata. Oggi però il tubo a raggi catodici è
stato sostituito negli apparecchi di ripresa
(telecamera e videocamera) dal CCD, mentre negli
apparecchi di visione (televisore, monitor e
videoproiettore) si appresta ad essere completamente
sostituito dalla tecnologia al plasma, a cristalli
liquidi, OLED e altre ancora in fase sperimentale.
LA TELEVISIONE IN ITALIA
In Italia le prime prove di diffusione della
televisione furono effettuate a partire dal 1934, e,
nel 1949, ci fu già una trasmissione sperimentale
dalla Triennale di Milano presentata da Corrado, ma
il servizio regolare cominciò soltanto dal 3 gennaio
1954, a cura della RAI, in bianco e nero.
Il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale
due anni dopo, e a quel momento gli abbonati erano
ancora relativamente pochi - 360.000 - a causa del
costo elevato degli apparecchi.
Dagli anni Cinquanta la diffusione della TV crebbe a
ritmi stupefacenti, come precedentemente accaduto
sul mercato americano.
In quegli anni la televisione era un bene di lusso
che pochi italiani potevano permettersi, tanto che i
bar o le case dei propri vicini diventarono luoghi
prediletti per visioni di gruppo, soprattutto in
occasione delle trasmissioni del primo e subito
popolarissimo telequiz italiano, i primi pionieri
furono Mario Riva con Il Musichiere, e Mike
Bongiorno con Lascia o raddoppia?.
Verso la fine degli anni '50 anche la carta stampata
si accorge del nuovo mezzo. Nasce la prima rubrica
di critica televisiva: la tiene Ugo Buzzolan - già
autore del primo originale tv ("La domenica di un
fidanzato") - su "La Stampa" di Torino.
Negli anni '60, con il progresso dell'economia, il
televisore divenne accessorio di sempre maggior
diffusione, sino a raggiungere anche classi sociali
meno agiate; l'elevato tasso di analfabetismo
riscontrato fra queste suggerì la messa in onda di
Non è mai troppo tardi (1959-1968); un programma di
insegnamento elementare condotto dal maestro Alberto
Manzi e che, è stato stimato, avrebbe aiutato quasi
un milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza
elementare.
Almeno nella fase iniziale la televisione italiana
era una delle più pedagogiche al mondo. Le sue
finalità erano certamente educative e se da un lato,
non cercando il consenso dei telespettatori, era
considerata soporifera, ha indubbi meriti nei
confronti di una situazione di partenza di una
nazione arretrata e culturalmente divisa. Non è solo
una battuta umoristica dire quindi che, almeno a
livello linguistico, "L'unità d'Italia non l'ha
fatta Garibaldi, ma l'ha fatta Mike Bongiorno."
Anche le tappe successive dello sviluppo televisivo
italiano indicano un ritardo rispetto agli altri
paesi europei: solo nel 1961 iniziarono le
trasmissioni del secondo canale RAI e la terza rete
tv arrivò tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980
(come da riforma del 1975). Nel frattempo erano nati
i primi tentativi di Televisioni locali. Nel 1974
una sentenza della Corte costituzionale]] legittima
l'esistenza della televisione via cavo, ed un'altra
due anni dopo, autorizza anche le trasmissioni via
etere purchè di ambito locale, Da questa esperienza
nasce Telemilano 58, che ha assorbito Telemilanocavo
e che successivamente diventa Canale 5. Anche
l'introduzione del colore (1977) avviene circa 10
anni dopo rispetto ai paesi europei più sviluppati e
soprattutto agli USA.
Il decennio successivo vide l'affermazione delle
emittenti private di Silvio Berlusconi e il loro
immediato successo (grazie a Bettino Craxi, che con
un decreto legalizzò la tv privata a carattere
nazionale, che prima era illegale per il monopolio
di stato RAI).
La proliferazione di emittenti televisive ha
richiesto a più riprese interventi legislativi di
regolamentazione, nessuno dei quali è ovviamente
uscito indenne da polemiche. L'articolazione delle
problematiche innestate è tale da coinvolgere negli
argomenti di discussione diritti costituzionali e
questioni di opportunità politiche, essendosi
addirittura sviluppata una giurisprudenza
specialistica (ad esempio le mai rispettate e
pluriviolate sentenze della Corte Costituzionale).
In particolare si ritiene che la situazione
italiana, bocciata da diverse associazioni
sovranazionali a causa della presunta concentrazione
di mass-media nelle mani di Silvio Berlusconi, sia
in contrasto con il fondamentale articolo 21 della
Costituzione (libertà d'espressione), almeno nel
delicatissimo campo tv: Rai e soprattutto Mediaset
si spartiscono il 90% di risorse pubblicitarie e
ascolti, un duopolio che non ha eguali in Europa
dove si arriva al massimo al 75%.
L'evoluzione della materia, con il delicatissimo
passaggio dalla televisione analogica alla
televisione digitale è ora oggetto di un disegno di
legge presentato dal ministro Paolo Gentiloni che
sposta in avanti il tempo di spegnimento della
vecchia tecnologia, ma nello stesso tempo cerca di
rispettare sia la direttiva europea Televisione
senza frontiere, sia i "tetti" antitrust indicati
dalle pluri violate sentenze della Corte
Costituzionale, che impongono la messa di 1 rete
Mediaset sul satellite e la creazione di un canale
RAI senza pubblicità (come avvenuto in Gran Bretagna
e Portogallo).
LE TELEVISIONI COMMERCIALI
In Italia, così come anche in moltissimi altri paesi
vi sono 2 tipi di televisioni:
- La televisione pubblica che ha i suoi proventi da
trasferimenti dello stato
- Le televisoni commerciali che traggono i loro
proventi principalmente dalla pubblicità.
CRONOLOGIA
1929: iniziano a Roma e Milano gli
esperimenti di trasmissione delle immagini
utilizzando il disco di Nipkow.
1932: nel Regno Unito vengono trasmessi
programmi sperimentali dalla BBC col sistema Baird e
successivamente col sistema Emitron (1934).
1936: il 22 marzo viene messo in onda dalla
Germania nazista il primo programma televisivo
regolare del mondo in occasione della XI Olimpiade
di Berlino.
1936: inizia in Italia il monopolio
radiotelevisivo con il codice postale e la
convenzione per la concessione in esclusiva delle
radioaudizioni circolari della RAI.
1936: 2 Novembre: la BBC inizia regolari
trasmissioni televisive "in alta definizione" dall'
Alexandra Palace di Londra, alternando inizialmente
gli standard televisivi Baird (240 linee per quadro)
ed Emi-Marconi (405 linee).
1937: 10 maggio: l'incoronazione di Re
Giorgio VI è il primo evento trasmesso in diretta
nella storia della televisione.
1939: il 30 Aprile, in occasione
dell'inaugurazione della Fiera Mondiale di New York,
la NBC inizia negli USA regolari trasmissioni
televisive.
1939: il 22 luglio a Monte Mario, vicino
Roma, entra in funzione un trasmettitore
sperimentale televisivo dell'Eiar (Ente italiano per
le audizioni radiofoniche) costruito dall'azienda
italiana SAFAR, con una potenza di 2 Kw.
1939: 3 Settembre: la BBC sospende i
programmi televisivi in seguito allo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale; a questa data sono circa
20000 gli apparecchi riceventi in funzione nel Regno
Unito.
1940: il 31 maggio anche il trasmettitore
sperimentale di Roma Monte Mario cessa le
trasmissioni per l'approssimarsi dell'entrata in
guerra dell'Italia; la grande antenna verrà poi
smontata e trafugata durante l'occupazione nazista.
1941: 1 luglio: la NBC americana trasmette il
primo spot pubblicitario televisivo (riguarda un
orologio)
1942: in Gennaio le emittenti americane NBC e
CBS sopendono le trasmissioni per il coinvolgimento
degli USA nella guerra; solo 7000 sono comunque gli
apparecchi televisivi in funzione nell'intero Paese,
quasi tutti concentrati nella zona di New York.
1947: i delegati di 60 paesi presenti alla
Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni di
Atlantic City decidono di chiamare "televisione" (in
sigla "TV") la trasmissione a distanza delle
immagini in movimento.
1954: il 3 gennaio alle ore 11.00 ha inizio
il servizio televisivo italiano sul Programma
nazionale.
1956: le VII Olimpiadi invernali di Cortina
d'Ampezzo sono le prime ad essere trasmesse in
mondovisione. Quattro anni dopo toccherà alle
Olimpiadi di Roma.
1957: in Italia nasce la rubrica
pubblicitaria Carosello.
1960: la tv si diffonde molto rapidamente: in
quell'anno è diffusa in cinquantasei paesi (un
decennio più tardi, nel 1970 saranno pressoché
raddoppiati: ben 104). Inoltre con la sentenza n. 59
del 6 luglio 1960 la Corte costituzionale ribadisce
la legittimità del monopolio radiotelevisivo
pubblico.
1961: il 4 novembre cominciano le
trasmissioni del Secondo Programma.
1964: in California nasce la prima pay-tv.
Nello stesso anno, la XVIII Olimpiade di Tokyo è il
primo evento televisivo trasmesso da un satellite.
1966: Nasce Telediffusione Italiana
Telenapoli, la prima televisione libera italiana via
cavo.
1967: In Francia e Germania iniziano le
trasmissioni a colori.
1969: tra il 20 e il 21 luglio l'uomo sbarca
sulla Luna: 28 ore consecutive di diretta televisiva
via satellite vengono seguite in mondovisione da più
di 500 milioni di persone.
1971: Telediffusione Italiana Telenapoli
introduce in Italia il colore nella TV via cavo, con
6 anni d'anticipo rispetto alla RAI. In Italia
inizia a trasmettere la televisione privata
Telebiella che è di fatto riconosciuta come la prima
emittente libera italiana.
1974: Il 10 luglio La sentenza n. 225 della
corte costituzionale e e la sentenza n. 226
legittimano di fatto la televisione via cavo e la
ripetizione in Italia delle televisioni estere in
lingua italiana. Contemporaneamente le due sentenze
stabiliscono le condizioni minime per considerare il
monopolio radiotelevisivo pubblico per le
trasmissioni via etere in ambito nazionale conforme
ai principi costituzionali; Nel contempo nascono le
prime televisioni libere italiane via etere
(verranno legittimate 2 anni dopo): Canale 21
(Napoli), Telealtomilanese (Busto Arsizio), GBR
(Roma).
1975: il 14 aprile 1975 la legge 103/75, la
cosiddetta legge di riforma della RAI, segna un
cambiamento epocale nella storia della televisione;
la tv di Stato passa dal controllo del Governo a
quello del Parlamento: nasce ufficialmente la
lottizzazione; si progetta la costruzione di una
terza rete pubblica.
1976: con la sentenza n. 202 del 28 luglio si
arriva al superamento della legge di riforma della
Rai del 1975 e la legittimazione delle emittenti
private via etere in ambito locale. Il 31 dicembre
va in onda l'ultima puntata di Carosello. Termina
dopo vent'anni quindi, la seguitissima trasmissione
pubblicitaria di prima serata che tanto successo
aveva riscosso sia nella fascia adulta che tra i più
piccoli teleutenti. Nasce nel quartiere di Milano 2
(Segrate) l'emittente Telemilanocavo, fondata da
Giacomo Properzj e Alceo Moretti. Due anni dopo
l'emittente sarà comprata da Silvio Berlusconi.
1977: la RAI introduce nella tv italiana via
etere il colore, già presente da tempo in altri
paesi (le prime videocamere a colori, negli Stati
Uniti, erano già in circolazione sperimentale
durante la seconda guerra mondiale). A Legnano il 3
Novembre comincia le trasmissioni Antenna3,
emittente di proprietà di Renzo Villa e Enzo
Tortora.
1979: il 15 dicembre iniziano le trasmissioni
di Raitre.
1980: TeleMilano, viene trasformata in
capofila del network nazionale Canale 5. Il circuito
PIN - Primarete Indipendente del gruppo Rizzoli dà
vita al primo telegiornale nazionale privato:
Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.
1985: iniziano i primi esperimenti di TV ad
alta definizione: vengono realizzati alcuni
videoclip e documentari, ma l'idea non trova ancora
realizzazione pratica perché la tecnologia ancora
non è diffusa commercialmente su larga scala.
1994: il formato tv passa dai 4/3 (rapporto
fra larghezza e altezza) ai 16/9, avvicinandosi ai
formati panoramici utilizzati solitamente nel
cinema.
1997: compare sul mercato il primo televisore
al plasma.
2000: la tecnologia LCD (Liquid Crystal
Display), nata per i monitor dei personal computer,
viene adottata anche nella costruzione degli
apparecchi televisivi.
2002: nasce OrfeoTv, la prima televisione di
strada - Telestreet che trasmette il proprio segnale
su un cono d'ombra del centro di Bologna.
2003: il 1 dicembre il network televisivo
Mediaset comincia le trasmissioni digitali
terrestri.
2004: il 3 gennaio, cinquant'anni dopo la
nascita della televisione italiana, la RAI inizia a
sua volta il servizio di trasmissione digitale
terrestre; il 6 febbraio nasce Sportitalia, un
canale televisivo gratuito interamente dedicato allo
sport.
2005: la RAI inizia a Torino la
sperimentazione della TV Mobile, basata sullo
standard DVB-H da poco pubblicato.
2005: Mediaset e LA7 lanciano un nuovo
servizio sul digitale terrestre: la pay-per-view di
vari eventi (partite di serie A, film, concerti...).
2006: L'emittente satellitare SKY Italia
inizia a trasmettere eventi in Alta Definizione su
quattro canali tematici. Veicolo per fare conoscere
la nuova tecnologia sono proprio le partite dei
mondiali di calcio. |
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